VALDIBISENZIO 1917

DONNE IN MARCIA CONTRO LA GUERRA
Consiglio Regionale della Toscana. A cura di Alessia Cecconi e Marco Perna. Disegni di Marco Perna.
FONDAZIONE CDSE - CENTRO DI DOCUMENTAZIONE STORICO-ETNOGRAFICA.
STORIE DI CARTE, STORIE D'ARTE di Alessia Cecconi.
Quasi cento anni sono passati da quei primi giorni di luglio del 1917, quando una "moltitudine di donne"       -come si legge nei verbali di commissariato dell'epoca-, scese lungo la Valdibisenzio per protestare a Vaiano e a Prato contro una guerra che a quella data aveva logorato anime e corpi di tutta Europa.
Sulla Grande Guerra "lontano dal fronte”, sulle proteste pacifiste a Prato e sulla marcia delle donne nella Valle molto è stato scritto e indagato, dalla saggistica a opere più divulgative, e anche le recenti iniziative (mostre, convegni, articoli, spettacoli) organizzate nel pratese in occasione dell'anniversario dell'entrata in guerra dell'Italia, hanno nuovamente fatto conoscere, puntualizzando alcuni aspetti, quell'ondata di dissensi che risuonò lungo il Bisenzio e nella terra di Prato nell'estate del 1917.
ll CDSE, in particolare, nel 2007 aveva dedicato uno dei suoi Tascabili della memoria alla figura dell'animatrice della marcia, Teresa Meroni, intrecciando le fonti orali raccolte negli anni allo studio del fascicolo penale della sindacalista ritrovato all'Archivio di Stato di Prato (Teresa Meroni e la marcia delle donne, a cura di A. Marchi e A. Cintelli, CDSE, 2007). Quattro anni dopo, insieme al comune di Cantagallo e alla Scuola Primaria di Carmignanello, il CDSE ha coordinato la realizzazione di un libretto per bambini sulla storia della marcia, ideato con le insegnanti in occasione dell'intitolazione del plesso proprio a Teresa (La storia di Teresa Meroni dalla marcia delle dorme alla scuola ali Carmignanello, a cura di A. Cecconi, CDSE, 2011).
Il lavoro che presentiamo oggi - non a caso per la Festa della Toscana, terra pioniera di lotte e diritti umani- è ancora qualcosa di diverso, segno però di una continuità di studi e di intenti, dove il filo delle ricerche aperte si intreccia nuovamente per tessere ulteriori trame e portare alla luce inediti episodi e nuove figure di donne che parteciparono con Teresa alla marcia. E che, come lei, subirono la carica dei cavalleggeri, il processo pubblico, condanne e in alcuni casi la prigione.
Non solo. Questo lavoro è anche e  soprattutto un'opera d'arte, perché la storia e i personaggi noti e meno noti prendono vita attraverso un racconto di bellissime tavole,  dove la capillare ricostruzione storica di ogni singolo   disegno nasce da uno studio attento  delle fonti documentarie: gli episodi narrati corrispondono a precisi documenti ritrovati nell'Archivio di Stato di Prato, gli scenari sono ricostruiti attraverso le immagini e le cartoline conservate al CDSE, le donne protagoniste hanno volti vivi e veri, perché ritratte a partire dalle fotografie conservate dalle famiglie.
Per quanto è stato scelto di abbinare ai vari disegni la fonte corrispondente e di riportare in appendice i nomi ritrovati e la trascrizione di alcuni documenti particolarmente significativi: molto spesso come in questo caso, la lettura delle carte originali ha una carica di immediatezza e suggestione, al limite del romanzesco, che travalica ogni rielaborazione storica a posteriori.
E tuttavia c'è dell'altro. Non si tratta solo di un racconto storico presentato attraverso fedeli illustrazioni. Scenari e personaggi si  animano a partire anche da memorie familiari vissute, pervase ancora da emozioni reali,  che passano da generazione in generazione fin che rimane intatto il filo rosso di sensibilità e umanità che le ha generate.
Il risultato frutto  di una gestazione  lunga anni  (iniziata già nel 2008 con la collaborazione di Alessandro Cintelli), di infiniti studi e bozzetti, di prove, ripensamenti e indagini ben oltre gli archivi, è un racconto d'arte scrupoloso e coinvolgente allo stesso tempo. Un regalo per gli studiosi e gli appassionati, per chi conosce  già la vicenda della pasionaria Meroni e per chi, come magari le giovani generazioni, scoprirà  per la prima volta una storia di straordinaria forza e coraggio. La storia e le singole storie di ragazze che, disarmate e compatte, marciarono nel luglio del 1917, lungo la valle del Bisenzio, al grido di “Abbasso la guerra".
Alessia Cecconi
Dopo il diploma conseguito nel 2000 presso il Liceo Scientifico con sperimentazione linguistica “Carlo Livi” di Prato (votazione 100/100 con menzione di lode), si è laureata presso l’Università di Pisa in Conservazione dei Beni culturali indirizzo storico-artistico (vecchio ordinamento, a.a. 2004/2005, votazione 110 e lode/110), con una tesi in Storia della critica d’arte pubblicata sulla rivista scientifica “Commentari d’arte”. Nel 2006, dopo una borsa di studio a Londra post-laurea, grazie alla quale ha lavorato presso la London Japanese Art Gallery, è stata ammessa tramite selezione al Corso di Alta Formazione “Ricerca e sviluppo nella comunicazione museale” organizzato dalla Scuola Normale di Pisa in collaborazione con European Museum Forum di Bristol e il Ministero dei Beni e delle Attività Culturali. Dal 2006 al 2008 (dopo selezione nella quale è risultata 1° classificata in Toscana), ha frequentato la Scuola di Specializzazione universitaria per l’Insegnamento nella Scuola Secondaria (SSIS) presso l’Università di Siena, conseguendo l’abilitazione all’insegnamento di storia dell’arte nel maggio del 2008 (votazione 80/80).
Dal 2012 collabora con la casa editrice RCS-Education per la redazione di manuali di arte e immagine per la scuola media. Come autrice ha pubblicato: A. Cecconi, I Calloud, M. Nastasi, M. Romagnoli, Arte e Immagine, Corso per la scuola secondaria di primo grado, RCS, Fabbri editore, 2014.
 La Fondazione CDSE - Centro di Documentazione Storico-Etnografica risponde ai principi e allo schema giuridico della fondazione di partecipazione, non ha scopo di lucro e si è costituita per iniziativa di: Unione dei Comuni della Valdibisenzio, Comune di Vaiano, Comune di Vernio, Comune di Cantagallo, Comune di Montemurlo. 
È stata riconosciuta personalità giuridica da parte della Regione Toscana il 24 luglio 2013.
La Fondazione ha come oggetto la promozione, la conservazione, la conoscenza e la valorizzazione della memoria storica e sociale, nonché dei beni culturali, archivistici e ambientali, attinenti in particolare il territorio della provincia di Prato e della Toscana.