Voltri e i tedeschi partigiani, racconti dalla Seconda Guerra Mondiale

Voltri vorrebbe ospitare la sorella del soldato tedesco che, dopo aver disertato ed abbracciato i valori partigiani, ha dato il via alla rivolta della delegazione contro l’occupazione nazifascista, nel 1945
La donna, che vive in Polonia, potrebbe non conoscere la storia degli episodi di coraggio che hanno trasformato il fratello, arruolato nella Wehrmacht, in un “partigiano tedesco” che, con un’azione coordinata con la Brigata Piva, diede inizio all’insurrezione.

Ne ha parlato Matteo Frulio, assessore del Municipio VII Ponente e membro dell’Anpi di Voltri, nel corso di un incontro tenuto alla Casa dello Studente di corso Gastaldi, nell’ambito delle giornate della memoria per il 25 aprile. Davanti agli studenti, Frulio ha “svelato” alcune pagine di Storia recente che sono ancora oggi oggetto di “discussione”: il ruolo di molti soldati tedeschi nella Resistenza italiana.
La Storia non è mai bianca o nera e le sfumature di grigio, un tempo taciute e dimenticate, trovano ora una loro dignità e vanno via via riscoperte per ricordare i valori anti fascisti restituendo onore e rispettabilità anche a quella parte di cittadini tedeschi che disse “no” al nazismo aiutando i partigiani italiani a liberare il proprio Paese precedentemente occupato. Una “missione”, quella intrapresa dall’Anpi di Voltri che ha già fatto “ritrovare” la storia di Werner Goll , militare tedesco che disertò rischiando la vita per unirsi ai partigiani nel 1945.
La storia del figlio Hans Walter, in viaggio a Voltri dalla Germania, nel 2012, quando scoprì la vera storia del padre, oscurata dall’etichetta di “disertore” affibbiata dall’esercito germanico.
L’uomo riceve dal padre morente una scatola piena di fotografie, ritagli di giornale e lettere in italiano e la “confessione” di aver partecipato alla lotta partigiana contro i nazisti, in Italia. Il desiderio di riabilitare il padre lo ha spinto in viaggio sino alla delegazione del ponente genovese dove Goll giocò un ruolo importante portando informazioni sulle posizioni tedesche che aveva frequentato come militare. Una serie di incontri con gli ultimi partigiani voltresi ha permesso al figlio del soldato tedesco di scoprire episodi della vita del padre di cui non aveva mai sentito parlare. In Germania si preferisce non parlare di questi avvenimenti poiché, se in Italia si è trattato di azioni meritevoli, per il proprio Paese si era “disertori” e solo a partire dal 2002 c’è stata una parziale riabilitazione. «La visita di Goll a Voltri è stata memorabile – ha raccontato Frulio – ed ora vorremmo aggiungere un ulteriore tessera nel mosaico invitando la sorella di un altro partigiano tedesco, Vinzent Swinrzinsky che disertò dalla Wehrmacht, dove era stato probabilmente arruolato a forza, per poi passare con i partigiani insieme a Goll e a un altro giovane tedesco, Franz Wullengerd». La storia del giovanissimo soldato di origini polacche è particolarmente importante per Voltri poiché “Vincenzino” – questo il nome partigiano – faceva parte con Goll e Wullengerd del 1121 Battaglione d’Artiglieria, alle dipendenze del capitano Steul , che rimase a Voltri sino al 24 Aprile 1945 quando il ragazzo portò un furgone della Wehrmacht con un soldato tedesco a bordo, sin nel centro della delegazione. Come da accordi presi con i membri della Brigata Piva, si fermò nel luogo stabilito e fece catturare il tedesco. Con questa azione, la Brigata Piva dava inizio all’insurrezione. Una pagina della Resistenza locale e genovese che merita di essere ricordata e che merita di essere celebrata alla presenza della sorella del soldato. Il suo nome appare su alcune lettere ritrovate recentemente e l’Anpi di Voltri è risalita ad un indirizzo in Polonia. La donna sembra essere ancora in vita e ora si sta lavorando per attivare un collegamento ufficiale con il consolato polacco per avere conferme. «Facciamo appello alle istituzioni – ha spiegato Frulio – affinchè sia possibile invitare la sorella di “Vincenzino” a Voltri per raccontarle come sono andate le cose ed il ruolo che ha avuto il fratello nella insurrezione che ha liberato Voltri e Genova. Forse nemmeno lei sa cosa sia realmente successo ed è ora che venga rimosso questo “velo” che nasconde ancora oggi alcune pagine della Resistenza». Casi tutt’altro che isolati visto che gli studiosi hanno calcolato tra i mille e i duemila “disertori” tedeschi passati tra le fila dei partigiani italiani.