Vittorio Bellipanni, Carabiniere tre volte decorato al Valore

I Carabinieri Reali, durante la campagna di guerra 1915-1918, complice anche una certa filmografia, sono stati spesso ritratti come semplici esecutori di ordini, membri di quei plotoni di esecuzione che decimavano i Fanti colpevoli, a detta dei loro superiori, di codardia di fronte al nemico. E’ vero: svolsero anche questo ingrato compito, quello di spegnere per sempre la vita di giovani ragazzi poco più che ventenni, ma moltissimi di loro, inquadrati nei battaglioni mobilitati, condivisero le sorti delle migliaia di soldati ammassati nelle trincee del Carso e dell’Isonzo, gioendo per le vittorie e soffrendo per le sconfitte. I Carabinieri, nel corso della Prima Guerra Mondiale, scrissero pagine altrettanto eroiche e celebri sul Podgora, le cui Medaglie al Valor Militare, spesso conferite alla memoria, ne sono la prova più viva e reale. Altrettante eroiche furono le gesta di un Ufficiale dell’Arma, originario della città di Napoli, tre volte decorato al Valor Militare: il Tenente Vittorio Bellipanni. Aveva trent’anni quando, nel maggio 1915, partì per il fronte a combattere in quella che è stata definita l’ultima guerra d’indipendenza italiana.

Carabinieri in trinceaE alla testa dei suoi uomini, schierato il suo reparto tra le alture del Monte Sabotino, volgeva lo sguardo verso Gorizia, prendendo ripetutamente parte alle battaglie che avrebbero, nel 1916, portato alla conquista della città. E fu qui, tra le pendici del Monte, che Vittorio Bellipanni si guadagnò la sua prima Medaglia di Bronzo al Valor Militare, quando, nell’aprile 1916, nonostante il fuoco avversario, si offrì volontario quale porta ordini: “Diresse con intelligenza, attività e zelo non comuni, speciali e faticosi servizi di vigilanza d’informazioni in zona di prima linea. In giornata di azione si offerse, volontariamente a portare ordini, compito che eseguì attraversando, zone intensamente battute dal fuoco nemico. Monte Sabotino, Campagna 1915-1916, 5 aprile 1916”. Promosso al grado di Capitano, Vittorio Bellipanni anche nei successivi combattimenti che portarono alla conquista di Gorizia in agosto dimostrò tutto il suo valore, ponendosi alla testa di un gruppo di militari italiani rimasti senza ordini e senza ufficiali e guidandoli personalmente all’attacco. La seconda Medaglia di Bronzo al Valor Militare, ricevuta in quelle drammatiche ed eroiche giornate, è l’esempio del valore di tutti i Carabinieri in trincea: “Diede bell’esempio di ardimento e di alto spirito militare nell’adempimento dei propri doveri, dimostrandosi costantemente sereno nei pericoli. Con lodevole fermezza, sotto il vivo fuoco nemico, ricondusse anche in combattimento delle truppe che ripiegavano in seguito ad un violento contrattacco avversario. Monte Sabotino-Gorizia, 6 agosto 1916”.

Capitano Vittorio BellipanniCon il successivo anno di guerra, il 1917, Vittorio Bellipanni si trovava nuovamente schierato al fronte, nel teatro d’operazioni antistante Monfalcone. La cittadina, occupata dagli Italiani già all’indomani dell’entrata in guerra, il 9 giugno 1915, si trovò per tutta la durata del conflitto costantemente sulla linea del fronte, venendo poi rioccupata dagli Austriaci dopo la battaglia di Caporetto dell’ottobre 1917. Il 24 maggio, durante un violento assalto ad alcune postazioni nemiche, portandosi ripetutamente alla testa dei suoi uomini, venne ferito a morte nel momento in cui la battaglia si era fatta più accesa. Per il suo coraggio e il suo valore venne insignito della Medaglia d’Argento al Valor Militare alla Memoria: “Comandante dei Carabinieri Reali di una Divisione di Fanteria, durante i combattimenti soleva portarsi in prima linea, sempre dando mirabile esempio di coraggio personale e d’infaticabile attività e portando ai comandanti di truppe prezioso aiuto nell’adempimento del loro dovere. Il 24 maggio, ferito a morte continuò fino all’ultimo istante a dar prova di quell’altissimo spirito di sacrificio e d’amore di Patria, che furono culto di tutta la sua vita. Monfalcone, 24 maggio 1917”.