Notiziario: UN EROE DEI CIELI

UN EROE DEI CIELI

Il 9 gennaio 1960, a Rapallo (Genova) ci precedeva il Carabiniere Ernesto CABRUNA, un asso della nascente aviazione italiana, nato nel 1889 a Tortona (Alessandria). Nell'Arma fu impegnato nelle operazioni di soccorso per il terremoto di Messina nel 1908 e poi volontario nella guerra italo-turca del 1911-12, prima di partecipare alla Battaglia degli Altipiani nel 1916, quando fu insignito della Medaglia di Bronzo al Valor Militare. Diventato pilota fu impegnato in molte sortite, meritando ben due Medaglie d'Argento al Valor Militare. Pur essendosi dimesso dall'Arma dei Carabinieri Reali per partecipare all'impresa fiumana con il suo amico Gabriele D'ANNUNZIO, rimase sempre un Carabiniere e non esitò a sfidare in duello alla pistola lo scrittore Mario Carli, autore di un articolo offensivo verso l'Arma. Dopo l'annessione di Fiume all'Italia venne reintegrato nell'Arma, per poi passare con il grado di Capitano alla Regia Aeronautica. Per le sue gesta, il 24 maggio 1924 gli venne conferita, in commutazione della seconda medaglia d'argento, la Medaglia d'Oro al Valor Militare, con la seguente motivazione: "Magnifico asso cacciatore dell’aviazione, nella perfetta esecuzione di ordini come in arditissime iniziative, in combattimenti sostenuti e vinti con incredibile audacia anche da solo contro numero stragrande di temuti e ben agguerriti avversari, spesso in stato cagionevole di salute, prodigò in ogni circostanza di guerra la sua meravigliosa instancabile attività, con tempra di romano eroismo. Nell’ultima grande offensiva, cui volle ad ogni costo partecipare, uscendo dall’ospedale ove era degente per ferita, pur avendo il braccio destro ancora immobile e dolorante e perciò trovandosi in condizioni di assoluta inferiorità, con inarrivabile tenacia di volere ed animosità, attaccava, in lontano campo di aviazione, vari apparecchi nemici pronti a partire e ne incendiava due. In altra occasione si slanciava in mezzo ad un gruppo di trenta apparecchi nemici, abbattendone uno ed ostacolando agli altri il raggiungimento del loro obiettivo, essendo per lui la superiorità numerica del nemico stimolo ad ingaggiare la lotta. Nelle più varie e difficili circostanze, dall’inizio alla fine della guerra, compiendo in complesso oltre 900 ore di volo, senza esitare di fronte alle più audaci imprese, rese alla Patria grandi e segnalati servizi".
Ciro Niglio