STORIA

2 SETTEMBRE 1945: LA RESA DEL GIAPPONE

Finisce la Seconda guerra mondiale. il Giappone era ormai raso al suolo. Dopo lo scoppio delle bombe atomiche su Hiroshima e Nagasaki, la popolazione era stata decimata, la marina militare aveva cessato di esistere, l’esercito era allo stremo e la potenza nipponica man mano svaniva. A questo si aggiunse l'apertura delle ostilità con l'Urss di Stalin che l'8 agosto dichiarò guerra a Tokio.

Fino all'ultimo la potenza giapponese si affidò al sentimento d’orgoglio, ma era una fine ormai preannunciata.Il Giappone si vide costretto ad alzare bandiera bianca: il 15 agosto del 1945 fu l’occasione per la quasi totalità dei nipponici di ascoltare per la prima volta la voce del loro imperatore che preannunciava la resa.

La firma avvenne il 2 settembre 1945 a bordo della corazzata Missouri, ancorata nella baia di Tokyo. Qui si ritrovarono, intorno alle 8 di mattina i plenipotenziari delle varie nazioni per la firma della fine delle ostilità. Il tutto durò circa 23 minuti e venne trasmessa in tutto il mondo.

La prima firma della resa fu quella del ministro degli esteri giapponese Momoru Shigemitsu, in nome dell’Imperatore del Giappone Hirohito e del Governo del Giappone. Dopodichè si succedettero le firme del generale Yoshijiro Umezo e del generale statunitense Douglas MacArthur, Comandante Supremo delle Potenze Alleate. Dopo le firme dei testimoni ci furono quelle dei rappresentanti degli altri Paesi, che agivano ognuno in nome della rispettiva nazione alleata.

Fu l’atto conclusivo della Seconda guerra mondiale, il più vasto conflitto della storia che in poco più di cinque anni ha provocato la morte di circa 60 milioni di persone, di cui oltre la metà civili.