STORIA

BRIGATA SASSARI LUNGO IL PIAVE

Chiunque, non conoscendo la vera storia della Battaglia di Losson, dovesse soffermarsi davanti a questo monumento, nel leggere le parole incise sul marmo della lapide, sistemata tra il cippo che commemora il capitano Giulia Romano e la lapide dedicata a Santa Barbara, non potrebbe  non essere indotto a credere che le  divisioni:  22°,  23° e  37° fossero state allineate in quel fronte del Basso Piave per la difesa dei caposaldo di Losson e che,  proprio da quella  sponda dello Scolo Correggio, si fossero  mosse le loro schiere armate  alla  riconquista di ogni minimo lembo di suolo italiano ancora  in mani nemiche.

Secondo quanto riportato in un libro di recente edizione sulla storia di Meolo, pare che il testo di questa lapide fosse stato ricopiato integralmente da una vecchia  targa in lamiera piena di ruggine, ritrovata nel piazzale antistante la chiesa parrocchiale di Losson della Battaglia. Questo succedeva negli anni quaranta del secolo scorso e non è così  possibile azzardare alcuna ipotesi sul perché quella targa fosse stata ritrovata proprio a Losson, un luogo decisamente improprio stando all’effettivo allineamento delle tre divisioni menzionate e sulla decisione di chi sa chi di riportarne il testo su una lapide marmorea e da  sistemare proprio a Losson, dove l’unica divisione che aveva combattuto ininterrottamente in quei tragici dieci giorni della battaglia di giugno del 1918 era stata la 33° divisione.

Capita così che  un qualsiasi  passante, ignaro della storia della battaglia del Basso Piave  e della dislocazione delle unità che combatterono  tra Fossalta di Piave e Musile di Piave, potrebbe ancora al giorno d’oggi, acquisire  cognizioni errate e ingannevoli  su quel  che realmente accade a Losson della Battaglia nel corso della così detta “Battaglia del Solstizio”.

Ma, a onor del vero, le divisioni  22° con le brigate Roma 79° e 80° reg. fanteria  e Firenze 127° e 18° reg. fanteria e la 37° con le brigate Macerata 121° e 122° reg. fanteria e Foggia 280° e 281° reg. fanteria  entrarono  in linea il giorno 22 giugno, dopo essersi  unite molto più a nord di Fossalta di Piave,  a cavallo della grande rotabile di San Biagio di Callata, quando l’ offensiva austriaca aveva ormai raggiunto il suo drammatico epilogo.

Nella decisiva battaglia del Piave, a Losson, Fossalta, Capodargine (giugno-luglio 1918), 11 ufficiali morti, 31 feriti e 10 dispersi; 88 soldati morti, 512 feriti e 1478 dispersi.

E su quanto si legge nei:

Riassunti storici dei corpi e comandi nella guerra 1915-18: vol. IV, Brigate di fanteria

Ministero della Guerra, Stato Maggiore del R. Esercito, Ufficio Storico
1926 Roma Provveditorato generale dello Stato

E’ tra le Brigate più decorate della Grande Guerra; come ricompensa per il valore e l’eroismo dei suoi fanti alle Bandiere furono concesse 2 Medaglie d’Oro per ciascun reggimento, ebbe 4 citazioni speciali sui bollettini del Comando Supremo, alle fanfare dei reggimenti il Re, motu proprio, concesse le drappelle Reali (scudo sabaudo e stemma di Sardegna), durante la ritirata sul Piave la Brigata venne citata dal Comandante della retroguardia, Tenente Generale Di Giorgio, all’ammirazione della Nazione e dell’Esercito per l’abnegazione e l’eroico contegno tenuto. Ufficiali e soldati della Brigata furono decorati con 9 Medaglie d’Oro, 286 Medaglie d’Argento, 417 Medaglie di Bronzo. Altri 6 ufficiali ricevettero l’Ordine Militare di Savoia. Le perdite furono in proporzione: 12923 uomini tra morti, feriti e dispersi; poiché una Brigata inquadra circa 6000 soldati, la Sassari fu “ricostituita” due volte e, per farlo, si dovette ricorrere anche al trasferimento dei sardi che militavano in altri reggimenti. Gli austriaci impararono ben presto a temere i fanti dalle mostrine bianche e rosse, che prima di ogni assalto cantavano l’inno di guerra della Brigata (” Dimonios”) sventolando un fazzoletto con eguali colori. I sardi non facevano prigionieri. Il 15 giugno, gli Imperiali sferrano l’ultima disperata offensiva, inizia la Battaglia del Solstizio. La Brigata Sassari si trova in linea sul Piave, alle Fornaci di Monastier e avanza verso Fossalta e Capo d’Argine (Venezia). Nell’ansa di Gonfo i reggimenti sono accerchiati ma continuano a combattere, la pressione di forti nuclei nemici costringe i fanti a retrocedere verso il caposaldo di Losson e qui si attestano preparandosi ad una difesa ad oltranza. Il 20 giugno, il nemico, ricevuti rinforzi e munizioni, attacca il caposaldo riuscendo nel pomeriggio ad occuparlo, il pronto contrattacco del II° battaglione del 152° reggimento ristabilisce la situazione. A sera gli austriaci tentano ancora di sorprendere i difensori, inutilmente.

 E su quanto si apprende dai diari storici del Comando della Brigata “Sassari”:

16 Giugno 1918  ore 03.00.

 

“Poco dopo le ore 3  inizia l’avanzata dei reggimenti 151° e 152° rispettivamente nelle direzioni di Osteria di Fossalta e di Capodargine secondo le modalità prescritte da questo comando.

Firmato  Il  Comandante della “Sassari” Brigadiere  Generale  Luciano Ferigo.

 

E sul contenuto dei bollettini e degli ordini del giorno con riferimento a quei giorni di battaglia del mese di giugno del 1918 a Losson  e dintorni:

 

Comando Supremo  -  21 Giugno 1918  ore 13.00.  -  Bollettino di guerra N. 1123.

 

“Nella zona ad occidente di San Donà l’avversario tentò una forte azione contro Losson. Arrestato una prima volta dal nostro fuoco rinnovò invano per ben quattro volte l’attacco finché esausto dalle perdite eccezionalmente gravi subite dovette  cedere di fronte all’incrollabile valore dei sardi della Brigata “Sassari (151 e 152); validamente coadiuvati dal 2° battaglione del 209° fanteria (Brigata Bisagno) e dal IX battaglione bersaglieri ciclisti”.                                                       Generale  Diaz

 

Il Comando del XXXIII C.A. emette l’Ordine del Giorno del suo Comandante:“Esprimo il mio più vivo compiacimento per la bella condotta tenuta dai reparti che così  validamente difesero ieri Losson. Tutti, bersaglieri ciclisti, quelli del 209°, i bravi sardi del 152° hanno mostrato di sentire altamente quanto ogni piccolo lembo della Patria sia  per noi sacro fino alla morte”.

I bersaglieri ciclisti del 9° battaglione aggregati ai reggimenti della Brigata Sassari  combatterono da valorosi e il loro contributo fu determinante nella difesa di Losson.

E cosi dicasi per  le parole nell’Ordine del giorno del Generale Carlo Sanna di Senorbì, comandante della 33° Divisione:

 “  Contro  un nemico superiore di numero, temibile per le truppe scelte, espertissimo d’insidie, furibondo di fame e di cupidigia, feroce ai feriti e ai rari prigionieri per otto giorni senza riposo avete opposto un cuore solidissimo, grande come tutta l’ansia dell’Italia libera, grande come tutta l’angoscia delle terre predate.

Non io parlo; parla  le più grandi parole il terreno della lotta, i canali, le case, i vigneti folti, i viottoli, i ponti, tutto ciò che separava, tutto ciò che minacciava, tutto ciò che tradiva; dicono per ogni ansa, per ogni pietra, per ogni tralcio, per ogni traversa , la violenza ripetuta degli attacchi e la tenacia insormontabile delle resistenze.

Isolati o compatti, assalitori o assaliti, avete imposto al terreno e ai nemici la vostra volontà santa di contenere, di respingere, di schiacciare.

I veterani del Carso e del Trentino ricordino! Nessuna di quelle settimane orrende fu, per la Patria, più terribile e feconda di questa. La giornata  di Losson ebbe un volto tragico di pericolo: voi le ricomponeste un volto sfolgorante di liberazione.

Non vostro soltanto era il pericolo: non vostra soltanto fu la liberazione. Voi guardavate le spalle dei settori contigui, perché questi resistessero bisognava che voi resisteste: Cadeva Losson ed era il varco; si apriva il varco ed era l’irruzione.

Tenere Losson fu un prodigio, riprenderla fu  un miracolo.

Ogni pietra sbrecciata di quelle case, ogni zolla sconvolta di quelle trincee è santa come la pietra di una basilica, è santa come la terra del Camposanto Pisano.

Tutto ciò che era umano fu fatto: talvolta fu fatto ciò che era più dell’umano.

Così avete vinto,  così soltanto era possibile vincere”.   Fto. Il Ten. Gen. Carlo Sanna.

Il Comando della 33° Divisione ordina che il III gruppo bersaglieri ciclisti si metta in avanguardia e che tuttala Divisionemuova immediatamente per lanciarsi all’inseguimento degli austriaci e raggiungere il Piave nel tratto  Case Gradenigo – Musile, con il 152° a nord  ed il 2° bombardieri, rincalzato dal 151°, a sud. Il movimento dei reparti inizia immediatamente, fortemente contrastato dalle artiglierie nemiche e dal fuoco delle mitragliatrici che ne rallentano la marcia, impegnando gli uomini in accaniti combattimenti di retroguardia. Il mattino del 24 giugno tutte  le truppe  A. U. si trovano  nuovamente schierate sulle loro precedenti posizioni orientali lungo il   Piave.

A questo punto, nell’ambito delle commemorazioni del Centenario della Grande Guerra e soprattutto in obbedienza alla legge 7 marzo 2001 n. 78 ( Tutela del patrimonio storico della Prima guerra mondiale) pubblicata  nella Gazzetta Ufficiale . 75 del 30 marzo 2001, appare opportuna la sostituzione della lapide attuale con un’altra che reciti:

 “Nella notte del 23 giugno 1918,  da questo inespugnabile caposaldo di Losson, dove i fanti italiani resistettero eroicamente ai ripetuti e formidabili assalti nemici e spesso s’immolarono per i destini della Patria, gli Assaltatori del XXIII Reparto, i Dragoni del 2° e 4°  Squadrone Piemonte Reale, i Mitraglieri Divisionali, i Carabinieri Divisionali, il III e il IV Battaglione Bersaglieri Ciclisti, il VII Battaglione Genio Zappatori, gli Artiglieri dell’11° Reggimento Artiglieria da campagna e del 55° Gruppo da montagna  e le due mitiche Brigate di Fanteria: la Bisagno e la“Sassari” appartenenti alla gloriosa 33° divisione, comandata dal generale Carlo Sanna, si spinsero alla riconquista di quel sacro  tratto  di  sponda  del  fiume Piave  compreso  tra  Fossalta e Musile di Piave”.

Finalmente, a distanza di novanta anni dall’ Offensiva Austriaca “Operazione Albrecht” nel Basso Piave, domenica 22 giugno2008, aLosson della Battaglia, è stato  inaugurato un complesso monumentale che commemora  i  valorosi  protagonisti  della strenua difesa dei capisaldi di Osteria di Fossalta, di Croce, di Capodargine e di Losson.

Sono  i fanti sardi della Brigata Sassari, caduti tra Fossalta di Piave e Musile di Piave in quei pochi giorni del mese di giugno del 1918.