Notiziario: SEZIONE DI SANREMO: CIMITERO DELLA FOCE, TRA I DIMENTICATI ANCHE I CADUTI DELLA SECONDA GUERRA MONDIALE

SEZIONE DI SANREMO: CIMITERO DELLA FOCE, TRA I DIMENTICATI ANCHE I CADUTI DELLA SECONDA GUERRA MONDIALE

Da decenni le lapidi dei militari giacciono buttate in un angolo. I resti nascosti nell'ex forno crematorio. L'associazione dei reduci vuole ricreare un sacrario militare e restituire degna sepoltura ai morti in battaglia

Sanremo. Cosa rimane dei caduti della seconda guerra mondiale sepolti nel cimitero monumentale della Foce? Un gruppo di lapidi adagiate in un angolo contro un muro e una serie di tombe, molte senza nome, celate ai piani alti del vecchio forno crematorio. Dell’ex cimitero militare, allestito subito dopo il conflitto bellico nel campo numero 15, non c’è più traccia. E’ per rimediare a questa vergogna – non la prima che riguarda le condizioni del cimitero storico di Sanremo, dove anche i cittadini benemeriti riposano tra le macerie -, le associazioni dei reduci di guerra stanno lavorando per ricreare un sacrario militare in uno dei campi vuoti, il 20, a ridosso del monumento ai caduti della Grande Guerra, quello sì degno del suo nome.
«Come sezione di Sanremo dei combattenti e reduci – spiega il presidente Claudio Sparago – è nostra intenzione ricreare un’area di sacrario militare in cui riseppellire i caduti della seconda guerra mondiale, attualmente nascosti all’interno dell’ex forno crematorio». Usa il termine nascosti non a caso Sparago, tra i più affezionati sostenitori della salvaguardia e della riscoperta del cimitero monumentale della Foce. Di quei caduti “scomodi” del giugno 1940, mandati dal fascismo ad invadere la vicina Francia, trionfatori per poco nell’occupazione di Mentone, all’interno del monumentale di Sanremo è stato perso il ricordo.
Le lapidi bianche, tipiche dei cimiteri di guerra, sono state rimosse presumibilmente negli anni ’70 e da allora giacciono abbandonate dietro un muro, coperte di foglie secche. I resti dei defunti sono stati confinati, non si sa bene quando, non si da chi, nella parte alta dell’impianto di cremazione inaugurato nel 1883. Molti loculi sono senza nome, di ignoti la cui identità si spera di rintracciare prima o poi. Tra questi anche dei medagliati per l’episodio della difesa del treno armato numero 2 della Regia Marina, impiegato per colpire le postazioni di difesa francesi a Cap Martin durante l’attacco del giugno ’40: il caporal maggiore Roberto Gentile e il marinaio Narciso Rampon (medaglie d’argento), il tenente Vincenzo Minuti, il caporal maggiore Nicola Brandi, il caporale Sinibaldo Perioli e il fante Marcello Carminati (medaglie di bronzo).
A Sanremo furono seppelliti 104 caduti, morti tra il 1940 e il 1945. Del cimitero che doveva commemorarli non c’è rimasto niente, tranne due fioriere realizzate dalla ditta Formaggini e riciclate all’ingresso del tempio crematorio. Molte delle croci bianche dei militari non si sa che fine abbiano fatto. Le speranze di restituire degna sepoltura ai caduti sono affidate al reperimento di fondi nazionali e all’impegno del Comune nel facilitare l’azione delle associazioni.