SERGIO BRESCIANI
Di’ al signor tenente che mi scusi se ho commesso qualche mancanza”
Tratto da Sergio Bresciani, "L'avanguardista del deserto".
Il 4 settembre 1942, alla tenerissima età di diciassette anni, durante l'adempimento del proprio dovere verso la Patria, s'immolava eroicamente "L'eroe fanciullo di El Alamein", l'artigliere volontario Sergio Bresciani, nato a Salò il 2 luglio 1924.
Per le sue numerose gesta eroiche intrise di impavido coraggio e ardimento e per il suo innato e, soprattutto, spiccato amor patrio,
questo giovane ragazzo, fu insignito di Medaglia d'oro al Valor Militare e riposa, con i suoi "fratelli" nel Sacrario Militare di El Alamein.
«Avanguardista sedicenne, fuggito di casa per accorrere sul fronte libico, portava nella batteria che lo accoglieva la poesia sublime della sua fanciullezza eroica. Sempre primo nel pericolo, rifiutava qualsiasi turno di riposo, riuscendo in ogni occasione di superbo esempio ai camerati più anziani. Durante una giornata particolarmente aspra, in cui il suo reparto veniva sottoposto a violentissimo tiro di controbatteria, in qualità di tiratore dell’ultimo pezzo rimasto efficiente, in piedi continuava a sparare fino all’ultimo colpo al grido di: “Viva il Terzo Celere“. In altra azione di guerra, colpito dallo scoppio di una mina che gli recideva una gamba, sopportava con stoica fermezza la medicazione e, prossimo alla fine, pronunciava stupende parole di amor patrio, rammaricandosi di doversi separare dal reparto e dai compagni. Splendida figura di eroe fanciullo, simbolo purissimo della virtù della gente d’Italia. Marmarica - Egitto (A.S.), marzo - dicembre 1941; maggio - settembre 1942.»