SA BALENTìA
Sapete cosa significa davvero, in lingua sarda, “sa balentìa”?
Guardate quest’uomo ferito mentre attende le cure mediche: forse nessuna parola potrebbe spiegarla meglio.
Prenditi un attimo e leggi: questa storia merita di essere conosciuta.
Tradurre sa balentìa semplicemente con “coraggio” sarebbe riduttivo.
Era forza d’animo, dignità, fermezza davanti alle difficoltà, lealtà verso i compagni e rispetto della parola data. Era la capacità di affrontare la paura e il dolore senza permettere loro di prendere il comando.
La balentìa non si ereditava e non si proclamava: doveva essere dimostrata con i fatti.
Anche molti uomini della Brigata Sassari portarono questo antico modo di essere nelle trincee della Grande Guerra. Erano in gran parte pastori e contadini, cresciuti in una terra dura, abituati alla fatica, al sacrificio e alla solidarietà verso il proprio gruppo.
Non era un regolamento militare, ma un codice morale profondamente radicato nella loro cultura.
Questa fotografia ne racchiude il significato: un soldato ferito, seduto nella terra della trincea, attende le cure mediche. Non sappiamo quanto dolore stesse provando, ma la sua compostezza dice molto più di mille parole.
Sa balentìa non significava non avere paura. Significava affrontarla senza perdere la propria dignità.
Se pensi che queste storie meritino di essere conosciute, segui la pagina e condividi il post. La memoria continua a vivere soltanto se qualcuno decide di tramandarla.