Primo Levi, trent’anni dalla morte Ora le «sue» serate vanno in tv

L’11 aprile è andato in onda su Sky Arte Hd un documentario sullo scrittore sopravvissuto alla Shoah tratto dagli eventi organizzati a Torino da Giulia Cogoli per Intesa Sanpaolo
L’undici aprile , trent’anni fa, moriva Primo Levi (Torino, 31 luglio 1919 - 11 aprile 1987). Nell’anniversario dalla scomparsa, la sua figura scrittore e di testimone della Shoah si è ingigantita, fino a diventare in tutto il mondo una delle voci più importanti e più profonde della memoria dei campi di sterminio. Ne è dimostrazione anche il fatto che la sua opera omnia è stata tradotta in inglese nel 2015, in tre volumi pubblicati dall’editore americano W. W. Norton & Co, ad opera e con la cura di Ann Goldstein e con l’introduzione della scrittrice premio Nobel Toni Morrison.Nel trentennale esatto della morte, l’11 aprile, gli rende omaggio su Sky Arte Hd (alle ore 22.05), il documentario Primo Levi e le sue storie. 30 anni dopo, a cura di Arianna Marelli e per la regia di Thierry Bertini, un lavoro che è nato da una recente iniziativa curata da Giulia Cogoli per Intesa Sanpaolo nella sua sede di Torino: tre serate, in marzo, in cui le «storie» di Primo Levi, brani di romanzi, poesie, racconti, sono state lette da tre interpreti davanti al pubblico.

«Già l’anno scorso — spiega Giulia Cogoli, l’organizzatrice del ciclo —, nel centenario della nascita di Natalia Ginzburg, abbiamo dedicato a lei un ciclo di incontri da cui è nato un documentario, e quest’anno nel trentennale della morte ci è sembrato naturale rivolgere lo sguardo a Primo Levi. Credo molto nella lettura ad alta voce, e così abbiamo scelto tre interpreti eccezionali ai quali abbiamo affidato tre aspetti diversi della vastissima produzione letteraria di Levi».

Il materiale delle serate è confluito nel documentario prodotto a tempo di record: oltre alle scene delle letture, si possono vedere spezzoni storici in cui compare lo stesso Levi, testimonianze e contributi di studiosi italiani e personalità internazionali (intervengono, da oltreoceano, anche lo scrittore Jonathan Safran Foer, e l’attore John Turturro che ha interpretato Levi nel film tratto da La tregua del 1997, di Francesco Rosi). Oltre a materiali d’archivio, interviste a Walter Cronkite e a Benjamin Ferencz e altri testimoni di Norimberga, e con le immagini create con la sabbia dall’artista israeliana Ilana Yahav.

«Ciascuna delle serate — prosegue Cogoli — era dedicata a un aspetto dell’opera di Levi. Il primo incontro, con Gioele Dix, era dedicato ad Auschwitz; il secondo, con Sonia Bergamasco, proponeva invece un Levi meno conosciuto ma importante, con le “invenzioni” letterarie dello scrittore, i suoi testi fantastici e quasi fantascientifici, che pure non si distaccano dal Levi che conosciamo: Il passa-muri, ad esempio, è sì una storia di fantasia, ma parla di un uomo prigioniero che riesce a fuggire passando attraverso i muri... La terza serata era dedicata ai mestieri, al lavoro, e al suo lavoro di chimico: Fabrizio Gifuni ha letto un montaggio di brani dal Sistema periodico e da La chiave a stella, e da poesie come Le pratiche inevase».

Gremitissime e andate esaurite «in meno di un’ora», come ricorda l’organizzatrice, le tre serate torinesi di marzo tornano ora a prendere nuova vita nel documentario: «Un materiale che ci sembra molto adatto anche alle scuole». E che in seguito sarà anche reso disponibile per tutto il pubblico, anche per gli insegnanti e gli studenti, gratis, sulla piattaforma di Intesa Sanpaolo www.palco.it.