PRIMA GUERRA MONDIALE E ATLETI

Alla Civica Arena di Milano, l’11 gennaio 1914, le nazionali italiana e austriaca di calcio giocarono un’amichevole finita 0-0. A scambiarsi i gagliardetti i capitani Virgilio Fossati e Roberto Mertz. Al momento della foto Mertz aveva ancora sette mesi di vita: sarebbe caduto in Polonia il 30 agosto. Il tenente Fossati, dell’8° Reggimento fanteria, morirà il 29 giugno 1916 nei pressi di Monfalcone.
Furono moltissimi gli uomini di sport – atleti, dirigenti, giornalisti – caduti, come si scriveva, “sul campo dell’onore” e il ricordo di alcuni fra loro sopravvive ancora nel nome degli stadi delle loro città. L’attaccante Alberto Picco a La Spezia, il canottiere Giuseppe Sinigaglia a Como, il portiere Giovanni Zini a Cremona, l’attaccante Silvio Appiani a Padova, il mediano Luigi Ferraris a Genova. La sua medaglia d’argento al valor militare è sepolta sotto la porta della gradinata nord dello stadio di Marassi, a lui intitolato nel 1933.
.Morirono, fra gli altri, una trentina di tesserati della società sportiva Lazio e quindici del Milan, il secondo presidente della Juventus Enrico Canfari, il campione italiano di sollevamento pesi Gaetano Storace e il bersagliere ciclista Carlo Oriani, vincitore del Giro d’Italia nel 1913.
Un altro bersagliere ciclista, Ottavio Bottecchia, guadagnò una medaglia di bronzo nel 1917 e, dopo la guerra, divenne uno fra i più acclamati campioni dello sport del pedale.