ORONZO PIZZI
Nacque a Taurisano il 24 agosto 1889 da Giovanni Pizzi e Cosima Parisi. Apparteneva a quella generazione di giovani salentini che, dopo l'entrata dell'Italia nella 𝐏𝐫𝐢𝐦𝐚 𝐆𝐮𝐞𝐫𝐫𝐚 𝐌𝐨𝐧𝐝𝐢𝐚𝐥𝐞, furono chiamati a combattere sui fronti più difficili del conflitto.
Il 2 gennaio 1915 sposò Lucia Abbondanza Finizzi, figlia di Emanuele Finizzi e Giuseppa Sarcinella, originaria di Minervino di Lecce. Pochi mesi dopo, il 2 giugno 1915, nacque il loro figlio: Trieste Rocco, nella casa di famiglia situata in via Garibaldi n. 31 a Taurisano. Iscritto al Distretto Militare di Lecce con matricola n. 27348, Oronzo fu assegnato alla «𝟏𝟖𝟔ª 𝐂𝐨𝐦𝐩𝐚𝐠𝐧𝐢𝐚 𝐌𝐢𝐭𝐫𝐚𝐠𝐥𝐢𝐞𝐫𝐢», reparto specializzato nell'impiego delle mitragliatrici. Queste unità costituivano una delle componenti più importanti dell'esercito italiano negli ultimi anni del conflitto. Le compagnie mitraglieri venivano aggregate ai reparti di fanteria impegnati nei settori più pericolosi del fronte per sostenere la difesa delle trincee e bloccare gli assalti nemici mediante un intenso fuoco automatico.
Dopo la ritirata di Caporetto dell'autunno 1917, il fronte italiano si attestò sul 𝐌𝐚𝐬𝐬𝐢𝐜𝐜𝐢𝐨 𝐝𝐞𝐥 𝐆𝐫𝐚𝐩𝐩𝐚 e lungo il 𝐏𝐢𝐚𝐯𝐞. Fu proprio in questo settore che Oronzo Pizzi combatté gli ultimi mesi della sua vita. Nel giugno 1918 l'esercito austro-ungarico lanciò la sua ultima grande offensiva contro l'Italia, passata alla storia come Battaglia del Solstizio. L'obiettivo era sfondare le linee italiane sul Piave e sul Grappa per costringere il Regno d'Italia alla resa.
Uno dei punti più contesi era il 𝐌𝐨𝐧𝐭𝐞 𝐀𝐬𝐨𝐥𝐨𝐧𝐞, altura strategica del Massiccio del Grappa. Chi controllava quella posizione dominava le vallate circostanti e le vie di accesso all'intero sistema difensivo italiano. Tra il 15 e il 24 giugno 1918 il monte fu investito da bombardamenti incessanti, assalti di fanteria e violenti combattimenti corpo a corpo. Le mitragliatrici italiane ebbero un ruolo decisivo nell'arrestare l'avanzata austro-ungarica.
La 𝐕𝐚𝐥𝐥𝐞 𝐒𝐚𝐧 𝐋𝐨𝐫𝐞𝐧𝐳𝐨, dove operava la 186ª Compagnia Mitraglieri, si trovava proprio alle pendici dell'Asolone ed era continuamente battuta dall'artiglieria nemica. I mitraglieri erano tra i soldati più esposti, poiché le loro postazioni costituivano obiettivi prioritari per il tiro delle batterie avversarie.
Il 24 giugno 1918, giornata conclusiva della 𝐁𝐚𝐭𝐭𝐚𝐠𝐥𝐢𝐚 𝐝𝐞𝐥 𝐒𝐨𝐥𝐬𝐭𝐢𝐳𝐢𝐨, le truppe italiane passarono al contrattacco sul Monte Asolone. Le cronache dell'epoca descrivono un combattimento di eccezionale violenza, con l'artiglieria austro-ungarica che colpiva incessantemente le posizioni italiane e le mitragliatrici che falciavano gli assalitori.
Fu in quel contesto che Oronzo Pizzi venne raggiunto al torace da una scheggia di granata. La ferita si rivelò mortale. Morì sul campo di battaglia il 24 giugno 1918, all'età di ventotto anni, mentre infuriava uno degli ultimi scontri decisivi della guerra. Il suo corpo fu sepolto nella stessa Valle San Lorenzo, sul Monte Asolone, accanto a molti altri soldati caduti durante quei giorni di combattimento.
La morte di Oronzo coincise praticamente con la vittoria difensiva italiana. Nello stesso giorno l'offensiva austro-ungarica venne definitivamente arrestata e il nemico iniziò la ritirata. Il successo sul Grappa e sul Piave aprì la strada alla vittoria finale di Vittorio Veneto nell'ottobre-novembre 1918 e alla conclusione della guerra.
La vicenda di Oronzo Pizzi rappresenta il destino di molti giovani taurisanesi che partirono dal Salento per combattere sulle montagne del Veneto e che non fecero ritorno. Il suo sacrificio rimane una testimonianza del contributo offerto dalla comunità di Taurisano alla vittoria italiana nella Grande Guerra.