OPERAZIONE GRAPESHOT

Il 15th Army Group comandato dal Generale Mark Clark elaborò per il mese di Aprile 1945 l’operazione Grapeshot (raffica), l’offensiva finale e risolutiva della Campagna d’Italia articolata in tre fasi: conquista di Bologna, espansione nella Pianura Padana e inseguimento delle residue forze tedesche per chiudere la via ai valichi alpini.
Preceduta da attacchi diversivi nelle Valli di Comacchio e lungo la costa tirrenica, allo scopo di richiamare le riserve del nemico, l’offensiva vera e propria cominciò il 9 Aprile 1945 quando l’Eighth British Army investì la prima linea difensiva lungo il fiume Senio e puntò su Argenta, aprendosi la strada con un imponente bombardamento aereo e di artiglieria. Protetta da carri armati lanciafiamme Crocodile, in breve tempo la fanteria penetrò nelle posizioni nemiche, impiegando anche mezzi anfibi Fantails nelle aree allagate ad occidente delle Valli di Comacchio. Il 14 Aprile 1945 entrò in campo la Fifth US Army. Dopo un pesante bombardamento aereo e d’artiglieria il IV US Army Corps investì le posizioni tedesche a Rocca di Roffeno e nella valle del Reno presso Vergato. Il giorno dopo anche il II US Army Corps mosse all’attacco dalla valle del Reno a quella del torrente Savena. Le posizioni fortificate di Monte Sole, Monterumici, Monte Adone e quelle a cavallo della Strada Statale 65 vicino a Pianoro opposero una accanita resistenza, ma quando la pressione esercitata dalle truppe di Truscott diventò incontenibile si sgretolarono. Scardinato il fronte nel punto di congiunzione fra il LI Armeekorps e il XIV Armeekorps nella zona di Tolè, gli americani della 10th Mountain Division irruppero nelle valli del Samoggia e del Lavino minacciando da ovest le difese di Bologna. Il terreno rimaneva favorevole alla difesa, ma le unità del Heeresgruppe C erano ormai a corto di munizioni e di rifornimenti e costantemente bersagliate dall’aviazione.
Il 20 Aprile 1945 fu raggiunta e superata la via Emilia a est di Ponte Samoggia. Fu questo l’episodio e la situazione disperata che portarono von Vietinghoff, comandante del Heeresgruppe C, a contravvenire agli ordini di Hitler - che aveva imposto una difesa ad oltranza - ordinando la ritirata generale verso il fiume Po. Ma ormai era troppo tardi. Le forze aeree alleate avevano distrutto tutti i ponti sul grande fiume e gran parte dei traghetti. Il fiume Po, anziché rappresentare un’altra linea di resistenza, diventò una trappola per i tedeschi. Il mattino del 21 Aprile 1945 gli italiani del Gruppo di Combattimento Friuli e i polacchi del Generale Wladyslaw Anders entrarono a Bologna.

Tratto dal libro "The war along the Po river"