MONTE SOLE: RASSEGNA ESTIVA "SENZA FRETTA"

Nell'ambito della Rassegna estiva "Senza Fretta" della Scuola di Pace di Monte Sole Sabato 22 giugno 2019, alle ore 15 alla Fondazione Scuola di Pace di Monte Sole (Via San Martino, 25 – Marzabotto, BO) sarà presentato il documentario IO PER ME ERO UN UOMO

L’eccidio di Monte Sole nel racconto di Ferruccio Laffi
di Fabio Fiandrini e Marta Pettinari
produzione La Nave Europa

Il progetto prevede la diffusione gratuita su internet per Scuole,Associazioni e tutti i cittadini.

La più grande strage compiuta dai nazisti in Italia durante la seconda guerra mondiale, con i suoi 770 morti, riaffiora dalla memoria di un suo testimone.

Io per me ero un uomo rievoca un episodio storico tristemente noto come "la strage di Marzabotto" accaduto tra il 29 settembre e il 5 ottobre 1944 sull'Appennino Bolognese. Il ricordo del massacro è ancora presente nei luoghi in cui si è compiuto e ancora doloroso nelle persone che ne sono state coinvolte. Ferruccio Laffi, oggi 91enne, è uno di loro. Fabio Fiandrini e Marta Pettinari, gli autori del documentario, lo hanno incontrato e hanno ascoltato la sua storia viva, commossa, che sembra raccontata dal ragazzo che è stato.

Nell’autunno 1944, la guerra combattuta dai nazisti sul fronte italiano è volta al rallentamento degli Alleati, ma soprattutto all’annientamento della Resistenza. Il Comando SS invia a sud-ovest di Bologna la XVI Divisione “Reichsfϋhrer SS” con il compito di eseguire un’operazione di terrorismo militare su questo settore della Linea Gotica che includeva le valli dei fiumi Reno e Setta, l’area di Monte Sole.

Oggi, quei giorni vengono ripercorsi sullo sfondo della vicenda personale di Ferruccio Laffi, classe 1928, figlio di mezzadro che il 30 settembre 1944 perde quasi tutta la sua famiglia. Suo padre è costretto ad assistere allo sterminio dei suoi cari, tra cui nove bambini dagli 11 anni ai 29 giorni, prima di essere ucciso. Ferruccio sopravvive e con la Liberazione si apre anche per lui la possibilità di una nuova vita in cui un senso di normalità dovrà sempre fare i conti con ricordi feroci.

Ferruccio si è salvato grazie a un’intuizione che è anche diventata il titolo del documentario: essere considerato dai tedeschi non come un ragazzo ma già come un uomo, e quindi essere vittima di un possibile rastrellamento, dato che prima di allora donne, vecchi e bambini erano stati risparmiati. Per questo motivo decide di nascondersi nel bosco.

Gli avvenimenti del passato vengono raccontati grazie all’utilizzo di materiali provenienti da archivi regionali, nazionali e internazionali, da raccolte private, rielaborati anche attraverso tecniche di animazione 3D. Il presente è reso dalla preziosa testimonianza di Ferruccio e dalla sua interazione visiva e narrativa con i luoghi di questa storia che sono anch’essi protagonisti all’interno del documentario.

Gli autori e la produzione hanno deciso di rendere il documentario sempre disponibile a tutti attraverso il sito iopermeerounuomo.it, realizzato da Sara Garagnani, in cui è possibile vedere il documentario integrale e accedere a contenuti extra e approfondimenti storici organizzati in "itinerari tematici".

Il sito è stato costruito per introdurre all’esperienza emotiva del documentario e al tempo stesso per essere uno strumento di conoscenza della vicenda, offrendo alcune coordinate a chi fosse interessato a proseguire il suo viaggio nella nostra storia recente.

Il progetto è stato sostenuto da Associazione Familiari vittime eccidi nazifascisti Grizzana-Marzabotto-Monzuno, Comitato Regionale per le Onoranze ai Caduti di Marzabotto, Regione Emilia-Romagna, Comuni di Marzabotto, Grizzana Morandi, Monzuno e Vergato, Anpi, Cdlm-Cgil Bologna, Cgil ER, Casa del Popolo di Marzabotto, Coop Reno.

Info:

info@iopermeerounuomo.it