Martin Fendesack, l'ufficiale che fucilò due dei suoi uomini rei di stupro

Il capitano della Wehrmacht Martin Fendesack arrivò a Ponte dell'Olio tra ottobre e novembre del 1944... e si arrese il 20 aprile del 1945, con il suo reparto di artiglieria, a Mirano, ad un reparto corazzato inglese. Poi fu portato nel campo di concentramento di Forlì e poi in quello di Ancona; successivamente a Taranto e via nave in Egitto, da dove fu liberato nel luglio del 1948, facendo cosi ritorno alla famiglia in Germania...

I due mongoli fucilati
Nel periodo che ha comandato le forze germaniche di Ponte dell'Olio è stato protagonista di un fatto insolito: mandò alla fucilazione due dei suoi soldati perché avevano contravvenuto al codice militare di guerra, macchiandosi di rapina e stupro.Tre soldati da lui inviati in pattuglia nei paesini sulle colline ad est di Ponte dell'Olio, per cercare i "ribelli", irrompevano in una casa e stupravano una giovinetta, asportando anche denaro ed oggetti di valore alla gente del posto... Quando venne a conoscenza di quello che avevano combinato i suoi uomini non esitò a denunciarli alla corte marziale. I tre vennero messi a confronto con gli abitanti vittime della loro azione e infine confessarono la loro colpevolezza. I giudici li condannarono per direttissima a morte tramite fucilazione. La sentenza fu messa in atto a Ponte dell'Olio, nei pressi del Rio Cisiaga. La fucilazione riguardò solo due soldati in quanto il terzo fu condannato all'ergastolo "perché trascinato dagli altri a delinquere..."

La partoriente
Il capitano tedesco fu anche protagonista di un raro episodio di umanità durante i mesi duri di guerra a Ponte dell'Olio...

Una sera si presenta il dottor Zanotti dal capitano Martin a chiedere aiuto per una donna incinta che doveva essere con urgenza assoluta assistita in ospedale a Piacenza, altrimenti avrebbe rischiato di morire. Da Piacenza non inviavano ambulanze di notte per tema degli assalti dei partigiani... Martin chiese al suo autista, il caporale Franz Becker, ed al suo attendente, il caporale Franz Wuerfel, se erano disposti a trasportare all'ospedale questa donna bisognosa. I due partirono con l'automezzo militare (molto più a rischio agguati di un'ambulanza...) e portarono la donna all'ospedale di Piacenza, rientrando a Ponte il mattino successivo. La donna nel frattempo partorì un bambino...

Qui sotto a sinistra un'immagine di Fendesack, a destra l'intervista a Giancarlo Anselmi di Ponte dell'Olio, appassionato ricercatore di storia ...
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Martin Fendesack
Gli stupri dei "forti"
"Quando sono debole è allora che sono forte!", 2Corinzi 12,10. Se San Paolo scrive così vuol dire che è vero anche il contrario: quando sono forte è allora che sono più debole. Le peggiori turpitudini messe in atto dagli uomini sono state compiute da una posizione di forza. I mongoli che entrano, armi in pugno, in una casa e violano una giovinetta inerme lo fanno da una posizione di supremazia, esprimendo così tutta la loro debolezza umana da una posizione di forza assoluta in quel momento. Non si sa chi ha inventato questo comportamento inumano e irragionevole. I cristiani dicono l'Angelo Maledetto, Satana. Fatto sta che il mondo funziona così; e pare, leggendo le cronache dei nostri giorni, non ci siano grossi miglioramenti in vista.
Gli stupri nella provincia di Piacenza e dintorni durante la guerra

"A Zavattarello... su una signora di Genova che stava in una villa all'entrata del paese erano passati sopra in ventisette. Ma i violentatori non sono solo mongoli, i partigiani raccolgono testimonianze su fascisti "di fuori" che partecipano agli stupri e la rabbia contro l'italiano è ancora più grande. Tra la popolazione, invece, è grande solo il terrore. Colonne di civili scappano di qua e di là, con carretti, a piedi, per strada o nei boschi. I nazifascisti avanzano... pagheranno anche le donne di Giovà, Pej e Torre, che vengono fatte sfilare perché "ogni belva possa farne scelta"... donne di settantanni e più come spose in evidente stato interessante vengono violate... Gli uomini della Turkestan si dirigono poi in Val Borbera... ragazze e maritate sono ripetutamente violentate mentre il padre, i fratelli, il marito sono tenuti a bada con le armi in pugno...
Qui i mongoli hanno fatto quel che hanno voluto per tre mesi, da novembre a gennaio, e la violenza oltre che sistematica era anche politica e ideologica. Solo in Val Luretta sappiamo di 30/40 donne violentate ed è la valle più piccola, se aggiungiamo Val Trebbia, Val Tidone, Val Nure e L'Oltrepò pavese, superiamo il migliaio di casi noti. Poi ci sono quelli di cui mai si è saputo."
(Tratto da "Il fantasma dei mongoli" di Claudio Jampaglia e Mario Portanova, pubblicato sul bimestrale "Diario del mese", anno VII n° 1)
Altrove...

Purtroppo, essendo la guerra stessa uno stupro, le violenze sessuali non hanno confini di bandiere, mostrine e divise; capitarono infatti le stesse nefandezze in alcune provincie del sud, ad opera, questa volta, non degli invasori ma dei liberatori...
ImmagineMilitari marocchini accampati nei pressi di Cassino
"Durante la Seconda guerra mondiale l’esercito giapponese e americano disponevano di schiave sessuali, ovvero donne prigioniere costrette a subire violenze sessuali, e in Italia gli americani costrinsero 40.000 donne napoletane a prostituirsi dopo stupri..."
(Tratto da: 112ª Seduta pubblica antimeridiana del 26 settembre 2013. Assemblea - Resoconto stenografico, Senato della Repubblica XVII Legislatura)

« Tutte le donne di Patrica, Pofi, Isoletta, Supino, e Morolo sono state violentate... A Lenola il 21 maggio hanno stuprato cinquanta donne, e siccome non ce n'erano abbastanza per tutti hanno violentato anche i bambini e i vecchi. I Marocchini di solito aggrediscono le donne in due - uno ha un rapporto normale, mentre l'altro la sodomizza. »
(Tratto da "Napoli 1944", Editore Adelphi, 1993, di Norman Lewis, ufficiale inglese entrato a Napoli nel 1943 con la Quinta Armata)


ImmagineGenerale Alphonse Juin
"Altre terribili violenze si apprendono da testimonianze e relazioni raccolte da vari autori sulla memoria degli stupri nel corso dell’avanzata del Corpo di Spedizione Francese sui monti dopo lo sforamento della linea Gustav.
​Le truppe coloniali provenienti da Castelforte e da Esperia scesero dalle alture verso Campodimele, Lenola, Pastena, Pico, lungo la valle che conduce da Gaeta a Ceprano, oggi unita da una strada statale. Fecero violenze e stupri di massa, alcune donne vennero uccise.

"...furono stupri spesso definiti marocchinate facendoli apparire, anche per assonanza, birichinate dei marocchini. Di fatto furono delitti, assassini, atti di una crudeltà efferata che non hanno alcuna giustificazione ..."

(Tratto da "Provincia di Latina", anno I, n° 1, I trimestre 2007)

Foto a destra: Il generale Alphonse Juin, comandante del CEF (Corps Expeditionnaire Francais), nel quale erano inquadrati i goumiers.

ImmagineCastro dei Volsci, monumento alla "Mamma Ciociara"
"Nei giorni che seguirono la battaglia, terminata il 17 maggio con la caduta di Esperia, fu l’inferno immediato, iniziando proprio dalla cittadina più vicina, Esperia, dove circa 3.500 donne, tra gli 8 e gli 85 anni, vennero stuprate, torturate e in molti casi uccise. Subirono violenza sessuale anche 800 uomini circa, tra cui un prete, Don Alberto Terilli, che morì poco dopo. I parenti e coloro che cercarono di difendere le donne vennero torturati, impalati, uccisi. La furia bestiale continuò poi in altre cittadine, come Castro dei Volsci, Vallemaio, Sant’Apollinare, Ausonia, Giuliano di Roma, Patrica, Ceccano, Supino, San Giorgio a Liri, Morolo, Sgurgola, Pico, e nella Provincia di Latina a Lenola, Campodimele, Sabaudia, Spigno Saturnia, Formia, Terracina, San Felice Circeo, Sabaudia, Roccagorga, Priverno, Maenza e Sezze. Ragazze e bambine furono ripetutamente violentate, anche alla presenza dei genitori. E i bambini che nacquero dopo gli stupri ? Carnagione scura olivastra, capelli neri neri e ricci ..tantissimi in Ciociaria nel ’45, tutti i figli delle bambine e donne, stuprate e sopravvissute."
(Tratto da www.culturafrusinate.wordpress.com)

"A Vallecorsa, il 26 maggio 1944 Luigi Mauri cercò di evitare alla moglie Assunta e alle sue quattro figlie l'umiliazione dello stupro. I soldati marocchini lo freddarono con i mitra. Stessa sorte capitò ad Antonbenedetto Augusto, che sempre a Vallecorsa tentò di difendere la moglie Margherita. Vittorio Papa si oppose con tutte le forze alle violenze dei militari francesi, ma non riuscì a far risparmiare la moglie Rosina. Prima di ucciderlo, con ulteriore crudeltà e sottile piacere, i marocchini lo sodomizzarono".
​(Tratto da "Controstoria della Liberazione, le stragi e i crimini dimenticati degli Alleati nell'Italia del Sud", Gigi Di Fiore, BUR Rizzoli, 2013)
"Ammirevole esempio di spirito di sacrificio e elette virtù' civiche"
Per prevenire i prossimi stupri bisognerebbe che popoli e governanti acquisissero la lungimiranza dei Santi. Ma si prevedono tempi lunghi... Nell'attesa accontentiamoci di "sopire", dopo almeno mezzo secolo di "maturazione", gli immensi ed irreparabili danni con interventi commossi e distribuzione di medaglie d'oro della zecca di Stato...

Con decreto del Presidente della Repubblica del 10 marzo 2004, e' stata conferita la ​​Medaglia d'Oro al Merito Civile al comune di Esperia, con la seguente motivazione:

«Piccolo comune con pochissime migliaia di abitanti, occupato per la posizione strategicamente favorevole dall'esercito tedesco impegnato a difesa della linea «Gustav», fu obiettivo di ripetuti e selvaggi bombardamenti che provocarono numerosissime vittime civili e la quasi totale distruzione dell'abitato. Con l'arrivo degli alleati il paese subi', poi, una serie impressionante di furti, omicidi e saccheggi e dovette registrare piu' di settecento atti di efferata violenza su donne, ragazze e bambini da parte delle truppe marocchine.
Ammirevole esempio di spirito di sacrificio e elette virtù' civiche».

Ottobre 1943 - Maggio 1944, Esperia (Frosinone)
Orrori, onori e speranze...
"Un grande servizio all'Esercito e alla Francia"
I soldati del Corps Expeditionnaire Francais che "liberarono" l'area degli Aurunci furono considerati eroi. Il generale De Gaulle in visita sul fronte della linea Gustav appena sfondata disse ai suoi soldati schierati:
"Tutti quelli che hanno partecipato a questa offensiva hanno reso un grande servizio all'Esercito e alla Francia".*
Una voce fuori coro fu quella del papa Pio XII che informato sui fatti si rifiutò di ricevere De Gaulle in Vaticano.*

​Uomini in carriera
Il generale Alphonse Juin, comandante delle truppe francesi che si "coprirono d'onore" nel Sud Italia, fece carriera: diventò Capo di Stato Maggiore della Difesa in Francia ed in seguito fu comandante per il centro Europa della NATO.

​Beati gli assetati di giustizia! Saranno saziati a partire dal 2047
Il colonnello francese Jean-Louis Mourrut, nel 1994 a Torino, durante un convegno universitario, al quale partecipò in veste di responsabile dell'Ufficio storico dell'Armée, disse che i documenti riguardanti la giustizia militare francese, relativi ai casi di stupro avvenuti nel Sud Italia, sono al momento coperti dal segreto di stato. Diverranno pubblici nel 2047.​* Don Milani sosteneva l'impossibilità che il buon Dio avesse voluto fare il dispetto di distribuire tutti gli onesti in un sol luogo e tutti i malvagi in un altro, ben circoscritti. Una tesi tutt'ora inconfutabile. I profeti espongono sempre "cose ovvie" a prova di tempo. Da ciò ne deriva che vi sono assetati di giustizia Marocchini, Francesi e Italiani; ma dovranno ancora "segnare il passo", almeno fino al 2047. Per il momento si consolino pensando che ci sono dei giusti anche sui più alti scranni dell'umana gerarchia, i quali a volte sanno chiamare le cose col loro nome. Forse, questi "potenti", avrebbero potuto essere più espliciti, meno timidi, certamente il Battista avrebbe parlato più chiaro e con la veemenza necessaria al caso, ma intanto l'hanno detto, scritto e firmato:

...lo stupro e altre forme di violenza sessuale possono rappresentare un crimine di guerra, un crimine contro l’umanità o comunque un atto che afferisce al genocidio... **

* Cfr. Controstoria della Liberazione, ivi citato
​** Risoluzione n° 1820 del 19 giugno 2008 del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite