LE GRANDI BATTAGLIE DEL PRIMO CONFLITTO MONDIALE

LA SOMME

Cinquantanovemila perdite, circa lo stesso numero di soldati scomparsi in dieci anni di guerra in Vietnam, furono le perdite della British Expeditionary Force solo nel primo giorno di offensiva nel settore defiume Somme, a sud di Ypres e a nord-est di Parigi. Narrano le cronache dei testimoni oculari, che i mitraglieri tedeschi smisero ben presto di sparare, esterrefatti e allibiti dal terrificante tiro al bersaglio che venne loro offerto, la mattina del 1° luglio 1916.

I soldati inglesi, convinti che una settimana di bombardamento di preparazione avesse annichilito qualsiasi tipo di difesa passiva, uscirono dalle trincee e marciarono incontro a morte certa, a passo rallentato, senza nemmeno imbracciare il fucile.I tedeschi, dal canto loro, usciti dalle “stollen” - profonde caverne studiate per sopravvivere anche ai cannoneggiamenti più intensi - si trovarono a sparare contro file inspiegabilmente compatte di bersagli, senza dover neanche prendere la mira.

La Battaglia della Somme, voluta principalmente dalla Francia, per alleggerire la pressione su Verdun, testimoniò per la prima volta la caparbia testardaggine dello stato maggiore britannico, unitamente alla sua alta impreparazione ed immaturità nella prima offensiva di materiali dell’Intesa. Dal tragico risultato di questa campagna, l’esercito inglese non riuscì a trarre sufficienti insegnamenti per evitare, un anno dopo, un’analoga strage annunciata durante la Terza Battaglia di Ypres(Passchendaele).

A rendere più amara l’inutile perdita di tante vite umane, contribuì poi la scoperta di moltissimi proiettili inesplosi e difettosi, che durante il bombardamento preparatorio avevano lasciato pressochè intatti reticolati, filo spinato e trincee avversarie.Con l’autunno, il campo di battaglia si coprì di fango. La pioggia trasformò le trincee in acquitrini, rendendo ancora più difficile la vita ai soldati. L’ultima fase della battaglia si svolse il 19 novembre.Da un punto di vista strettamente tattico si trattò di una sconfitta tedesca, ma il guadagno territoriale alleato rispetto a luglio precedente fu davvero minimo: un saliente profondo al massimo dieci chilometri, conquistato a carissimo prezzo: le perdite, tra morti e feriti, ammontarono a 620.000 per l’Intesa a e 450.000 per la Germania.