Laura D’Oriano – La spia condannata a morte

La storia di Laura D’Oriano, giustiziata per spionaggio nel 1943, unica donna condannata a morte nella storia d’Italia
Moglie e madre, abbandona la famiglia e diventa una spia per gli alleati anglo-americani. E’ Laura D’Oriano, la Mata Hari italiana. A raccontarne la sua vita con immagini d’archivio e documenti inediti è la docu-fiction Laura D’Oriano – La spia condannata a morte

Laura D’Oriano nasce il 27 settembre 1911 ad Istanbul. Figlia di genitori italiani, viaggia per tutta l’Europa. Nel 1931 sposa lo svizzero Emile Fraunholz e ha due figlie. Nel 1935 la D’Oriano abbandona la famiglia e si reca a Parigi, dove svolge diversi lavori. Nella capitale francese, dove vive in disagiate condizioni economiche e ha problemi con la giustizia legati al permesso di soggiorno, viene reclutata dal Secret Intelligence Service, i servizi segreti inglesi. Dopo aver svolto attività di spionaggio nella Francia occupata da tedeschi e italiani (si occupa di sorvegliare gli spostamenti dei sommergibili italiani che si trovano a Bordeaux), alla fine del 1941 viene inviata in Italia.

Il suo compito è raccogliere informazioni relative alla situazione delle navi militari  e dei lavori nei cantieri navali di Genova e Napoli e ai danni effettuati dai bombardamenti aerei alleati. Si divide tra le due città di mare e Roma, dove incontra la madre. Quello che la D’Oriano non sa è che, fin dall’arrivo in Italia, le sue attività sono monitorate dall’ufficiale dei carabinieri Ettore Saraco e membro del controspionaggio militare italiano. Alla fine di dicembre 1941 viene arrestata nella stazione di Littoria, mentre è diretta nuovamente a Napoli. Dopo dodici mesi di carcere e un processo farsa presso il Tribunale Speciale per la Difesa della Stato, viene condannata alla pena capitale. Il 16 gennaio 1943 è giustiziata presso Forte Bravetta a Roma: ha trentuno anni. E’ l’unica donna ad essere condannata a morte con sentenza eseguita nella storia d’Italia.

Tra gli intervistati: Anna Keller (figlia di Laura D’Oriano) e lo storico Mimmo Franzinelli. Ad interpretare la D’Oriano l’attrice Valentina Carnellutti (Caos CalmoLa meglio gioventù).

Scritta e diretta da Andrea Bettinetti, la docu-fiction è prodotta da Quattroterzi con il contributo del Ministero per i Beni e le Attività Culturali - Direzione Generale per il Cinema, con la partecipazione dell’Istituto Luce e con il supporto del Piemonte Film Fund – Fondo Regionale per il Documentario.

Aldo Grasso