La Terza Battaglia di Char’kov

Terza battaglia di Char’kov: la vittoria delle “Waffen-SS” di Hitler

La Terza Battaglia di Char’kov fu l’ultima, grande vittoria tedesca ottenuta nella Seconda guerra mondiale. Comandati dal feldmaresciallo Erich von Manstein (Berlino, 24 novembre 1887 – Monaco di Baviera, 9 giugno 1973), i Tedeschi riuscirono a riconquistare Char’kov, la seconda città ucraina per densità di popolazione, già da tempo contesa. L’evento bellico vide una serie di scontri tra mezzi corazzati e violenti combattimenti nelle strade della città. I Tedeschi riuscirono abilmente ad arrestare l’offensiva russa, sbarrando loro, almeno momentaneamente, le porte di accesso all’Ucraina.

Un ruolo fondamentale all’interno della battaglia venne giocato dal “II°. SS Panzerkorps” (Corpo Corazzato delle SS), facente parte delle “Waffen-SS” (“SS Combattenti”), una forza armata della Germania nazista nata nel marzo 1933 come braccio militare delle SS. Il Corpo Corazzato era equipaggiato con i nuovi carri armati pesanti, i “Tiger”. Originariamente formato dalle divisioni “Leibstandarte Adolf Hitler” e “Das Reich”, il “II° SS-Panzerkorps” era stato ritirato dal fronte per qualche tempo, in modo da permettere agli uomini di riposare, di essere equipaggiati e di prendere confidenza con le nuove armi, prime fra tutti i nuovi carri pesanti “Tiger”, per l’appunto.

La riconquista della grande città ucraina segnò la vittoriosa conclusione dell’abile e riuscita controffensiva guidata dal feldmaresciallo von Manstein sullo scacchiere meridionale del Fronte Orientale. Almeno apparentemente venne arrestata l’inarrestabile offensiva a valanga sovietica seguita alla battaglia di Stalingrado, dove la 6ª Armata tedesca era stata circondata annientata e dove la gran parte delle altre forze germaniche e dell’Asse, impegnate nell’area strategica meridionale del Fronte Orientale, erano state distrutte.

Le SS riuscirono a far saltare le teste di ponte sovietiche e a riconquistare la città. In particolare, gli uomini della “Leibstandarte” (SS-Panzer-Divison) si distinsero nei combattimenti in strada e, proprio per questo, l’enorme Red Square, la piazza principale della città, fu rinominata “Platz der Leibstandarte”. Questa battaglia rappresentò tuttavia l’ultima vittoria degna di nota per i Tedeschi in Russia. Ancora oggi viene studiata nelle accademie militari come un esempio da manuale dell’attuazione di strategie di difesa mobile.

Char’kov era stata conquistata una prima volta dai Tedeschi nell’ottobre del 1941 (Prima Battaglia di Char’kov),
durante le prime fasi dell’Operazione Barbarossa (nome in codice dell’operazione cui diedero vita i Tedeschi per tentare di conquistare l’Unione Sovietica).

La Seconda Battaglia di Char’kov venne invece combattuta nel maggio del 1942, sempre tra le forze dell’Armata rossa, che avevano sferrato un potente attacco nel settore meridionale del fronte, e le truppe della Wehrmacht, le quali a loro volta stavano organizzando in quello stesso settore la loro offensiva generale d’estate (operazione Blu). Le Panzer-Division tedesche, passate al contrattacco, erano riuscite a isolare le forze attaccanti, che furono completamente accerchiate e quasi totalmente distrutte anche a causa di gravi errori di comando da parte dei dirigenti politico-militari sovietici.

Della Terza battaglia di Char’kov abbiamo già parlato ampiamente in precedenza.

La Quarta (e definitiva) Battaglia di Char’kov fu combattuta dal 3 al 23 agosto 1943. Denominata dalla storiografia sovietica “Offensiva Belgorod-Char’kov”, la battaglia si concluse, al termine di scontri molto aspri, con la definitiva liberazione di Char’kov (la città più contesa della guerra sul Fronte orientale) da parte dell’Armata Rossa. Durante la battaglia si svolsero alcuni degli scontri più duri tra carri armati di tutta la Seconda guerra mondiale. Pur a costo di enormi perdite di uomini e mezzi, superiori a quelle tedesche, l’Armata Rossa ottenne la seconda importante vittoria dell’estate del 1943 (un mese dopo la Battaglia di Kursk), riconquistando una città di fondamentale importanza.