Notiziario: LA STORIA DI HO FENG SHAN, IL CONSOLE CINESE CHE SALVÒ MIGLIAIA DI EBREI A VIENNA

LA STORIA DI HO FENG SHAN, IL CONSOLE CINESE CHE SALVÒ MIGLIAIA DI EBREI A VIENNA

Una mente brillante, ingegnosa e curiosa. Un carattere a volte irascibile, ma allo stesso tempo buono e compassionevole. Viene ricordato così Ho Feng Shan, console cinese a Vienna che riuscì a salvare migliaia di ebrei austriaci dalle deportazioni naziste. La sua vicenda, tuttavia, è rimasta nel dimenticatoio, dimenticato dalla storia e persino da molte delle persone da lui salvate. Ho non era un console figlio di una “dinastia” di diplomatici. Tutt’altro. Proveniva dalle zone rurali della provincia di Hunan da una famiglia umilissima e perse giovanissimo - a soli sette anni - il padre. In questa situazione di difficoltà umana ed economica venne aiutato da missionari luterani norvegesi che ebbero una grande influenza sulla sua formazione, che combinò così la mentalità confuciana agli insegnamenti di matrice religiosa. Grazie anche al loro sostegno il giovane Ho iniziò gli studi e riuscì, in breve tempo, a completare gli studi entrando a far parte del corpo diplomatico della Cina nazionalista. Nella primavera del 1937 venne assegnato all’ambasciata cinese della capitale austriaca. Siamo alla vigilia dell’Anschluss, quando l’Austria venne annessa dalla Germania nazista, evento in seguito al quale le ambasciate straniere a Vienna vengono chiuse e sostituiti da consolati. In breve tempo diventa anche chiara la crescente situazione di intolleranza contro gli ebrei. Ho si rende subito conto della possibili future implicazioni di un tale atteggiamento razzista e discriminatorio. La comunità ebrea di Vienna, tra l’altro, era la terza d’Europa. Già tra il 1938 e il 1939, dunque, Ho iniziò a rilasciare migliaia di visti per la Cina a residenti ebrei. Tutto questo contro l’opinione dei suoi superiori che provavano in tutti i modi a mantenere una relazione meno ostile possibile con la Germania nazista, nonostante l’alleanza tra quest’ultima e il Giappone imperiale che aveva invaso la Cina stessa. Stretto nella morsa tra il nazismo e l’ottusità dei suoi capi, Ho Feng Shan riuscì comunque a salvare decine di migliaia di ebrei, un numero ancora oggi difficilmente quantificabile. Uno sforzo sovraumano se si tiene conto del fatto che furono ben 70 000 gli ebrei austriaci che morirono nei campi di concentramento nazisti. Con l’inizio del conflitto in console fu costretto a rientrare in Cina. Proseguì la sua carriera diplomatica fino agli anni Settanta, in seguito si ritirò e si trasferì negli USA, dove morì nel 1997 all’età di 96 anni. Nei mesi precedenti la sua morte iniziò a raccontare la sua storia durante quegli anni difficili. Dalle sue memorie si è ricostruita la sorte di alcuni sopravvissuti grazie al suo intervento: solo nel 2001 verrà riconosciuto come “giusto tra le nazioni”.
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