La morte in battaglia del Generale di Brigata Aerea Stefano Cagna

Il 4 gennaio 1941 il Corriere della Sera dava notizia della concessione della massima onorificenza al Valor Militare, la Medaglia d’Oro, al Generale di Brigata Stefano Cagna, Comandante della X Brigata Aerea da Bombardamento Terrestre Marte, che nel corso della sua prestigiosa carriera, diede prova di abilità aviatorie fuori dal comune. Fu lui che, ai comandi di un Idrovolante Savoia Marchetti SM55, pilotato assieme a Umberto Maddalena, riuscì a raggiungere i naufraghi della celebre Tenda Rossa, l’equipaggio superstite del Dirigibile Italia del Generale Umberto Nobile schiantatosi sul pack del Polo Nord. Ma quando il quotidiano milanese diede l’annuncio del conferimento della prestigiosa onorificenza, Stefano Cagna era caduto in combattimento il 1° agosto 1940, durante l’attacco ad un convoglio britannico che, salpato da Gibilterra, aveva il compito di rifornire l’Isola di Malta. Ai comandi di un SM79 Sparviero, il velivolo venne centrato dalla contraerea, schiantandosi in mare e uccidendo tutto l’equipaggio, composto anche dal Colonnello Nello Capanni e dal Sottotenente Guglielmo Pallavicini. Recita la motivazione della Medaglia d’Oro: “Generale di Brigata Aerea, due volte Atlantico, navigatore audacissimo attraverso i ghiacci del Polo ed i deserti dell’Africa, ardito fra gli arditi, alla testa dei suoi bombardieri vittoriosi, cadeva in combattimento nel cielo del Mediterraneo, mentre piombava ancora una volta con aggressiva irruzione sulla flotta britannica già precedentemente dalla sua azione tanto tormentata e gravemente danneggiata. Luminoso esempio di supremo eroismo. Cielo del Mediterraneo, 1º agosto 1940”.

Trasvolata del DecennaleScriveva il quotidiano milanese: “Capitano di Lungo Corso nella Marina Mercantile e poi Guardiamarina imbarcato sui sommergibili, conseguì il brevetto di pilota aviatore nel 1924 e passò quindi nei ruoli della Regia Aeronautica, distinguendosi subito per le sue doti particolari di navigatore e di ardimentoso volatore. Difatti, con la Grande Crociera guidata da Italo Balbo attraverso i cieli d’Europa e d’America ebbe inizio per lui un ciclo di portentosa attività aviatoria, che fu al tempo stesso il pieno riconoscimento delle sue eccezionali qualità professionali. Il Maresciallo Balbo lo ebbe tra i suoi più cari e fidi collaboratori. Durante la campagna etiopica partecipò a numerose azioni di guerra sui diversi fronti, ed effettuò anche rischiose ricognizioni nelle zone più remote del territorio nemico. I suoi meriti straordinari gli hanno valso una carriera rapida e oltremodo brillante: Capitano nel 1928, Maggiore nel 1931, Tenente Colonnello a scelta nel 1933, Colonnello nel 1936, era stato promosso Generale di Brigata Aerea lo scorso anno e nominato Sottocapo di Stato Maggiore delle Forze Aeree della Libia”. Una carriera folgorante, quella del Generale Cagna, che da Colonnello assunse il comando del 15° Stormo della Regia Aeronautica, per poi coadiuvare il Maresciallo Italo Balbo nella formazione dei primi reparti di Paracadutisti del Regio Esercito, i Fanti dell’Aria, riuniti all’inizio nell’organico di Battaglione. E quando il suo superiore e amico Italo Balbo rimase ucciso per un tragico episodio di fuoco amico nei cieli dell’Africa Settentrionale il 28 giugno 1940, il Generale di Squadra Aerea Stefano Cagna venne nominato Comandante della X Brigata Aerea, che di li a breve avrebbe preso parte alle operazioni nel settore del Mar Mediterraneo.

Formazione di SM79 SparvieroUn mese dopo l’entrata nel conflitto, si guadagnava la Medaglia d’Argento al Valor Militare per aver condotto l’attacco ad un convoglio britannico: “Comandante di Brigata Aerea, avuto notizie assai vaghe e indicazioni molto imprecise circa movimenti navali nemici nel Mediterraneo Occidentale, partiva immediatamente in ricognizione offensiva e persisteva con intelligente, appassionata, tenace iniziativa nella lunga ed estenuante ricerca, fino a quando non riusciva ad avvistare la potente formazione avversaria, che attaccava decisamente. Chiamava quindi per l’intervento all’azione tutti gli aerei della sua brigata che efficacemente vi concorrevano. L’audacia, la fermezza di decisione e lo sprezzo del pericolo con cui assolveva il compito erano di esempio e sprone ai gregari, che colpivano numerose navi della flotta nemica costringendola a ripiegare. Cielo delle Baleari, 9 luglio 1940”. E poi venne l’ultima missione, che avrebbe consegnato il Generale Stefano Cagna tra gli Eroi della guerra mondiale. Conclude il Corriere della Sera sul volo da cui lui e il suo equipaggio non fecero ritorno: “L’ultima sua azione fu quella compiuta a sud delle Baleari quando venne segnalata la presenza di una grossa formazione navale nemica: alla testa dei suoi valorosi bombardieri, piombò, con la sua abituale irruenza aggressiva, sopra i bersagli, ma colpito dall’artiglieria contraerea fu visto precipitare in mare. Alcune indicazioni vaghe lasciarono adito a sperare che il Generale Cagna o alcuni suoi compagni di equipaggio non fossero periti. Ma tali indicazioni risultarono purtroppo infondate”.