LA MINA DEL MONTE ZEBIO

L'8 giugno 1917 alle 17.30, probabilmente a causa di un fulmine e con due giorni di anticipo rispetto a quanto programmato, esplode la galleria di mina realizzata dagli italiani sotto lo sperone della Lunetta sul Monte Zebio in Altopiano di Asiago.
L'esplosione provoca anche la deflagrazione della contromina austriaca, con un tragico epilogo: 120 soldati italiani persero la vita e a questi vanno aggiunti oltre quaranta ufficiali della brigata Catania che in quel momento stavano osservando dalla Lunetta le posizioni austriache in previsione della imminente Battaglia dell'Ortigara.
Di seguito la relazione del Colonnello Herman Strohschneider "Il 3° reggimento Schutzen a Monte Zebio" 8 - 29 giugno 1917"
"Era l'8 giugno. Nel pomeriggio si scatenò un violento temporale: guizzavano i lampi e tra lo scrosciare della pioggia il rombo dei tuoni superava quello dei cannoni e delle mitragliatrici. Improvvisamente si avvertì un tremito e un ondeggiare del terreno: con uno schianto spaventoso volarono in aria massi rocciosi, pietre, terriccio, alberi, uomini e materiali bellici. Era saltata la posizione della nostra Sezione 61, rimanendo sconvolta (la Lunetta dello Zebio)... il cratere si aperse per una larghezza di 35 m. e subito dopo, pur non essendo riusciti a comunicare fra loro, il comandante del vicino plotone situato a ovest, alfiere Oskar Wurst, e il comandante del plotone mitraglieri dislocato a est, sottufficiale Baumgartner, si affrettarono con particolare zelo ad occupare il cratere con alcuni uomini raccolti nei pressi... lo scoppio procurò anche all'avversario gravi perdite, fra le quali un maggiore, un capitano, e un sottotenente; ai quali aggiungere 100 dispersi e oltre 10 feriti. L'esplosione prematura dovrebbe attribuirsi ad una fortuita accensione prodottasi a causa d'un fulmine... La giornata del 9 giugno trascorse relativamente tranquilla; soltanto alcuni colpi di artiglieria caddero dietro la Sezione 61. Se ne approfittò per seppellire i caduti, amici e nemici: fu commovente vedere il cappellano Steiner benedire gli italiani morti, stando in piedi sul bordo del cratere; mentre gli uomini della pattuglia di sanità italiana, che avevano attivamente collaborato alle ricerche e alla raccolta dei cadaveri, congiungevano le mani unendosi alle preghiere pronunciate in tedesco."
Durante la Grande Guerra il Monte Zebio fu, inoltre, teatro delle imprese della Brigata Sassari che su quel monte lasciò un impressionante tributo di sangue e si guadagnò la prima delle sue Medaglie d'Oro al Valor Militare.

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