LA CONFERENZA DI CASABLANCA

EVENTO PRECURSORE DELLO SBARCO IN SICILIA, DETTAGLI
La più grande isola del Mediterraneo, a 130 km dalla costa della Tunisia, rappresentava la porta per entrare in Italia e segnare il primo attacco alla "Fortezza Europa".
Proprio per questo erano state formulate numerose ipotesi sulla sua invasione: in primo luogo i britannici, subito dopo aver battuto le forze dell’asse ad El Alamein, pensarono a un possibile sbarco, ma le difficoltà patite durante due anni di combattimenti, frenarono il progetto.
La conferenza di Casablanca decise quindi che sarebbero state le forze alleate a invadere l’isola, risalire la penisola per poi puntare decisamente oltralpe, nel tentativo di catturare Berlino prima dei sovietici.
Così durante la notte tra il 9 e il 10 luglio 1943 scattò l’Operazione “Husky” e le forze britanniche, americane e canadesi sbarcarono sulle spiagge della Sicilia, ancora controllata dalle forze dell’Asse. Oltre 160.000 soldati sbarcarono lungo le coste tra Licata e Siracusa; 4000 aerei da combattimento e da trasporto fornivano l’appoggio al contingente dal cielo; mentre in mare 285 navi da guerra, due portaerei e 2.775 unità di trasporto coprivano le spalle alle forze da sbarco.
L’operazione Husky sarà una prova su larga scalo della futura Operazione “Overlord”, lo sbarco in Normandia; lo sbarco alleato fu infatti la seconda più imponente offensiva organizzata dagli alleati durante il secondo conflitto mondiale.
La Sicilia alla fine venne liberata in soli 39 giorni quando, il 17 agosto, le truppe Alleate entrarono a Messina; le altre importanti città era già in mani alleate: il 22 luglio era caduta Palermo, Catania si era arresa il 5 agosto. Le truppe degli alleati erano ormai padrone dell’isola e si lanciavano così alla conquista della penisola.