L'ECCIDIO DEL BOSCO DI LIMMARI: LA STRAGE NAZISTA PIÙ SANGUINOSA IN ABRUZZO

Il 21 novembre 1943 in località Pietransieri i soldati tedeschi comandati dal maggiore Wolf Werner Graf von der Schulenburg, rastrellano 128 persone, di cui 60 donne, 34 bambini al di sotto dei dieci anni e molti anziani.
Le prime violenze si scatenano contro i loro animali, brutalmente trucidati a mitragliate. Poi fu la volta di alcune famiglie fatte saltare in aria dentro i propri casolari. Infine vennero tutti portati al bosco di Limmari e fucilati senza pietà.
Solo Virginia Macerelli, allora una bambina di appena sei anni, sopravvisse grazie alla madre che le fece da scudo con il suo corpo.
Questa inaudita violenza se possibile è amplificata dal fatto che non si trattava di una rappresaglia. Non vi erano stati attacchi agli occupanti e nemmeno atteggiamenti di non collaborazione.
Semplicemente gli abitanti di Pietransieri non avevano voluto abbandonare la propria montagna come Kesserling aveva ordinato in un proclama.
I corpi furono a lungo abbandonati nella boscaglia, nascosti dalla neve fino alla primavera del 1944. Con la liberazione nel luogo della strage fu edificato un piccolo tempio le cui pareti sono coperte di targhette di pietra che recano il nome e l’età di tutti i morti.
Le vittime della strage ora riposano nel sacrario realizzato a Pietransieri in loro memoria.

Cannibali e Re