L'attacco dei morti - la terza battaglia per la fortezza di Osowiec

La fortezza di Osowiec, in polacco "Twierdza Osowiec" è una fortezza costruita nel 1882 nella polonia Nord-orientale dall'allora impero Russo.

Teatro di numerosi scontri durante la prima guerra mondiale, la fortezza resistette a due assalti tedeschi, nel settembre 1914 e nel febbraio 1915 - ma ciò che va raccontato oggi avviene nel 6 agosto del 1915.

La fortezza, tenuta da 500 soldati dell 226esimo reggimento "Zemlyansky" e da 400 Miliziani, viene attaccata frontalmente da 11 battaglioni dell'11esima divisione Landwehr, composti da oltre 7000 uomini.

Alle 4 di mattina, con vento favorevole, i tedeschi aprono il fuoco d'artiglieria, e impiegano anche una nuova, crudele e letale arma: il gas di cloro. Le truppe tedesche avanzano poco dopo, aspettandosi la resistenza di pochissimi sopravvissuti agonizzanti. Ma verrano incontrati, alla prima linea di difesa, dalla disperata controcarica di un centinaio di sopravvissuti della 13esima compagnia, inquadrata nel 226esimo reggimento di cui sopra. I soldati russi, privi di maschere antigas, tentarono di ripararsi con dei fazzoletti bianchi, totalmente o quasi inefficaci - ma sufficienti a permettergli di rimanere in vita quanto bastava per tentare di respingere l'invasore un'ultima volta.

I russi apparivano come cadaveri tornati in vita: sanguinanti dagli occhi, e con il volto coperto dai suddetti fazzoletti, tutti pesantemente macchiati di sangue. I soldati tedeschi, terrorizzati, batterono in ritirata, permettendo ai russi di fare fuoco su di loro con i cinque cannoni rimanenti.

La fortezza non resisterà ancora molto: il 18 agosto, per via della minaccia di accerchiamento, verrà demolita e abbandonata. Tuttavia, parte di essa è ancora in piedi, adibita a museo e memento del coraggio di quei cento soldati che, messi di fronte a morte certa, vollero solo portare più nemici possibili con loro.