Notiziario: IL TENENTE MEDICO PIERO REDAELLI E LA CAMMELLA

IL TENENTE MEDICO PIERO REDAELLI E LA CAMMELLA

Richiamato alle armi nel 1940 fu aggregato in qualità di ufficiale medico al battaglione Val Chiese della Tridentina prendendo parte alla campagna di Russia. Qui fu protagonista di un singolare episodio ovvero la cattura di un cammello avvenuta nel tardo pomeriggio dei primi di settembre del '42. Il grosso quadrupede apparve improvvisamente, stordito e insanguinato, nella zona del basso Don, a Bolshoi, e dopo aver cercato con forza di resistere all'assalto degli alpini fu catturato dal tenente Piero Redaelli che gli si aggrappò al collo costringendolo "alla resa". Gli alpini fecero festa al nuovo arrivato, poi venne affidata agli addetti ai muli e precisamente a Giovan Battista Bignotti. Successivamente arrivò il tempo della ritirata e anche la cammella sempre affidata a Bignotti riuscì a uscire dalla sacca di Nikolayewka. Anche lei rientrò in Italia e Bignotti fu, con pieno diritto, designato a riprendere sotto le sue cure la bestia, che a partire dall'estate fu trasferita allo zoo dei Giardini Pubblici di Milano. All'esterno del recinto una targhetta ricordava che l'animale era un dono degli alpini del Battaglione Val Chiese. Anche intere scolaresche venivano accompagnate dagli insegnanti allo zoo. Un giorno dei primi anni 80 l'animale sparì dalla sua gabbia per essere ceduta a un circo equestre. Scomparve misteriosamente senza sapere né come, né quando né perché, così come misteriosamente era apparsa, quel pomeriggio del settembre del 1942. Anche Piero Redaelli rientrò in Italia e dopo l'8 settembre venne interato dai tedeschi in quanto si rifiutò di aderire alla RSI. Nei campi di prigionia mise tutto sé stesso a servizio dei compagni prigionieri e dei feriti. Rientrò in Italia a fine guerra ricevendo un encomio solenne da parte anche dell'ospedale di Danzica in Polonia.