Il servizio postale nella Grande Guerra

La comunicazione al fronte

Oggi parlare di comunicazione fa ridere, in un attimo mi collego con chiunque in qualunque parte del mondo, in qualunque momento della giornata, ma cosa succedeva ai nostri soldati un secolo fa?

Per i nostri soldati al fronte, ma anche per i nostri avversari, la posta era considerata il più grande dono che la Patria poteva fare ai combattenti, ogni giorno al fronte ed in trincea arrivavano migliaia e migliaia di lettere. Queste lettere e cartoline, rappresentavano l’unico legame con le famiglie lontane, la Grande Guerra in breve tempo costrinse milioni di persone a spostarsi a grandi distanze dalle loro case e famiglie  contadini che per la prima volta si trovarono lontano dai loro campi, in luoghi mai visti con persone sconosciute, la maggior parte erano analfabeti che a malapena parlavano la lingua italiana. La posta diventa l’unico modo per far sentire ogni soldato ancora legato ai propri affetti cari ed al suo passato.

Durante tale periodo, in tutti i Paesi in guerra, il servizio postale ebbe un boom senza precedenti.

Già alla fine del 1914, il servizio postale britannico smistava migliaia e migliaia di lettere e pacchi a settimana, la stessa cosa avveniva in Francia ed in Germania.Si stima che in Italia durante il periodo bellico furono scambiate tra il fronte ed il resto del Paese circa  4 miliardi tra lettere e cartoline. Per muovere queste enorme quantità di posta, furono necessari centinaia di vagoni ferroviari  consideriamo che nell’ Italia del 1915, anno di entrata in guerr , in un periodo considerato ancora pre-industriale, furono movimentati  7 mila treni solo per schierare il suo Esercito al fronte.

Ben presto tutti i governi degli Stati belligeranti si resero conto del grande potenziale propagandistico del “ servizio postale “che, se da una parte consentiva ai soldati di mantenere legami con i propri cari, dall’ altra consentiva di creare amor di Patria, a tal proposito le cartoline militari in franchigia divennero un veicolo di propaganda, che esaltava il valore dei  propri soldat , ridicolizzava i nemic , evidenziava i crimini di guerra commessi dai nemicI.

Voglia di scrivere …

Nelle trincee regnava spesso la solitudine, lo sconforto, sembra impossibile sentirsi soli con tantissimi commilitoni eppure…, allora cosa fare, non rimaneva altro che scrivere e scrivere e scrivere ancora, poi all’ arrivo di una lettera, leggere e leggere decine di volte, queste azioni creavano le premesse per rimanere sempre in contatto con i propri cari ed affetti.ll servizio postale si è dovuto adattare in fretta alle esigenze di guerra per ottemperare al delicatissimo compito delle comunicazioni tra Esercito e Paese.

Organizzazione del servizio postale

La posta militare, come organizzazione, in origine, discendeva da quello dell’ Esercito piemontese che  stabil , in base ad un decreto del 1859, struttura ed attribuzioni.

Ogni ufficio era provvisto di una dotazione di base che prevedeva un certo numero di casse di legno con rinforzo in metallo che poggiava su sostegni anche essi di legno che consentivano, una volta fatta scendere l’ apposita ribalta, di utilizzare un piano d’appoggio ed una serie di scaffalature con tutta la strumentazione necessaria all’accettazione e all’ invio di lettere, pacchi e cartoline, biglietti postali e molto altro, inoltre in alcuni casi, quando le condizioni logistiche lo consentivano era prevista anche una postazione telegrafica. Era previsto un ufficio postale, di solito al seguito del comando di ogni Armata, Corpo d’ Armata, Divisione e Brigat , con personale appositamente addestrato per lo smistamento .

Anche la Marina creerà dei raggruppamenti simili ma con diverse modalità di gestione per la diversità d’impiego tra le truppe di mare e quelle di terra .

La foto usata come cartolina

In quel periodo si diffuse anche la fotografia, i soldati si facevano scattare delle foto e poi le utilizzavano come cartoline fotografiche.Vista la delicata situazione , ovviamente non poteva essere spedito quello che si voleva, esisteva un severo controllo della posta in uscita che impediva la divulgazione di cartoline illustrate con paesaggi o che indicavano la località da dove si scriveva al fine di evitare che il nemico poteva acquisire informazioni utili.