Il Sacrario di Redipuglia finisce in gabbia: maxi-cantiere da 7 milioni

di Luca Perrino

Impegnate una cinquantina di maestranze: in 335 giorni dovranno restaurare tutti i gradoni e lastre in bronzo, ma anche le trincee assieme all’osservatorio

FOGLIANO REDIPUGLIA. Erano attesi alla fine dello scorso anno. Ma tra appalti lumaca, ricorsi, controricorsi e sentenze solo nei giorni scorsi sono decollati. Sono i lavori di restauro conservativo del Sacrario di Redipuglia: 7 milioni per un intervento radicale al monumento inaugurato 80 anni fa e che, per i prossimi 335 giorni, vedrà impegnato il raggruppamento temporaneo di impresa composto da Italiana Costruzioni spa e Fratelli Navarra srl. Almeno una cinquantina le maestranze che, fino al 14 marzo prossimo, dovranno rimettere a nuovo gradoni e lastre in bronzo, le trincee e l’osservatorio situato in cima al monumento.
Un cantiere immenso, avviato nei giorni scorsi con la sua delimitazione e che da qui al prossimo anno renderà praticamente off limits il Sacrario dove riposano le spoglie di oltre 100mila soldati italiani caduti durante la Prima guerra mondiale. Lavori che, seguiti passo passo dalla struttura di missione del governo e dal direttore del Sacrario, colonnello Norbert Zorzitto, prevedono anche la realizzazione, nell’adiacente ex cava, di due officine per il restauro delle 4.989 lastre in bronzo sulle quali sono impressi i nomi dei caduti. I lavori veri e propri, di cui si occuperanno 50 persone in media, al 50% maestranze dell’Italiana Costruzioni, saranno eseguiti suddividendo l’area di cantiere in 3 zone: lo scalone che è stato chiuso nei giorni scorsi alla fruizione del pubblico, il piazzale basso compresa la via Eroica e le trincee che saranno chiusi dopo il 2 giugno e il piazzale alto con osservatorio nella parte finale del cronoprogramma. In ogni caso le cerimonie del 2 giugno e de 4 novembre si svolgeranno con regolarità.
«Il restauro conservativo non modifica l’aspetto e la caratteristiche che 80 anni di storia hanno dato al monumento – ha detto il responsabile di commessa, ingegner Silvio Songini – ma cristallizza lo stato in modo che non aumentino i problemi e il degrado. Interverremo sulla pietra con una pulitura a sabbiatura e in qualche tratto anche con idropulitura e sulla piastre in bronzo che riportano i nomi dei caduti. Le piastre saranno tolte e in due capannoni che allestiremo nella zona di cantiere, quindi senza spostarle in altro luogo, verranno pulite, sistemate con riparazione di eventuali crepe, patinate e cerate. Vogliamo ridare al monumento il gioco cromatico di bianco/nero che aveva nel momento della sua realizzazione».La risistemazione della piastre dovrà essere fatta in ordine rigoroso, perché, al di là del fatto che riportano i nomi dei caduti in ordine alfabetico, 80 anni di storia del Sacrario hanno inciso anche sull’aspetto e sulla forma e ogni piastra s’è adattata a quella vicina. I gradoni da restaurare sono 22, con 4.989 piastre che proteggono i resti di 40mila soldati noti. Nel caso, tolte le piastre, ci fosse necessità di sistemare le ossa conservate, interverrà Onorcaduti, secondo un accordo preso con l’Ati. L’illuminazione del Sacrario sarà sistemata con “streep led” collocate sui gradoni, non impattanti, e un sistema di luci che illuminerà anche le trincee. A valle quindi della consegna, nel primo mese, sarà allestito il campo base, con tutte le dotazioni infrastrutturali necessarie all’esecuzione delle lavorazioni e al ricovero del personale operativo. Il cantiere, nella sua accezione più classica, sarà attivo a partire da maggio. I primi interventi riguarderanno la scalea e in sequenza la bonifica da amianto, la pulitura, il consolidamento e la risarcitura delle opere lapidee, il restauro delle lastre di bronzo, il recupero e rifacimento a casellario delle lastre delle pavimentazioni in conglomerato cementizio, l’impianto di illuminazione e la sistemazione delle scale laterali.