Notiziario: I LUOGHI OVE SI SONO SVOLTE LE FASI DELLA CAMPAGNA DI RUSSIA

I LUOGHI OVE SI SONO SVOLTE LE FASI DELLA CAMPAGNA DI RUSSIA

Rossosch fu la sede del Corpo d'Armata Alpino ed il 15 gennaio 1943 fu investita dall'attacco di diversi reparti corazzati sovietici. A difesa della città si imolarono il Battaglione Alpino Sciatori Monte Cervino e alcuni reparti di complementi alpini giunti da pochissimi giorni in Russia.
Novo Kalitva è la località in cui il fiume Kalitva entra nel fiume Don e punto di giunzione fra il Corpo d’Armata Alpino con la divisione alpina Cuneense eil II Corpo d’Armata con la divisione di fanteria Cosseria, fu al centro di violenti scontri, quando le truppe sovietiche con l’operazione Piccolo Saturno nel dicembre 1942 sbaragliarono le truppe italiane poste sul Don. In particolare il giorno 18 dicembre il battaglione Mondovì della divisione Cuneense sostenne, insieme a due battaglioni dell’89° reggimento della divisione Cosseria, durissimi assalti da parte delle truppe dell’Armata Rossa. A brevissima distanza la famosissima “Quota Pisello” contesa dal battaglione alpini Gemona.
Staraja Kalitva era una località nelle immediate vicinanze del fiume Don ove era dislocato il Battaglione Saluzzo della Divisione Alpina Cuneense, ultimo reparto della divisione a lasciare le posizioni sul fiume per proteggere il ripiegamento iniziato il 17 gennaio 1943.
Selenyi Yar era una località a 10 km a sud di Novo Kalitva, era al centro dello schieramento della divisione alpina Julia che fu ivi dislocata fra il 18 ed il 19 dicembre dopo essere stata tolta con estrema urgenza dalle posizioni sul fiume Don per tamponare la falla apertasi nelle linee delle fanterie italiane, dopo il furisoso attacco sovietico. Sarà ricordata come la tomba della divisione Julia che fino al 16 gennaio 1943 manterrà le posizioni assegnate in piena steppa russa, senza alcun ricovero, esposta al freddo intenso ed ai continui attacchi sovietici. In particolare si ricordano le quote 205,6 e 153,3 e 204,6 che furono teatro di intensi scontri anche all’arma bianca per contrastare gli attacchi russi dai paesi di Iwanowka e Deresowatka. Presso il famoso quadrivio posto nel punto in cui si incontravano le strade da Krinitschnaja a Iwanowka e da Selenyj Jar a Deresowatka, era allestito il povero cimitero della divisione.
Podgornoje, oltre ad essere parte della prima linea di assestamento sovietica atta a chiudere nella sacca le truppe alpine, fu anche la località alle spalle del fronte dove si concentrarono tutti i reparti della divisione alpina Tridentina e, in parte, della divisione di fanteria Vicenza in ritirata dal fiume Don. Vi si trasferì la sera del 16 gennaio 1943 il comando del Corpo d’Armata Alpino. Da qui fu diramato l’ordine di ripiegamento il giorno 17 gennaio per le quattro divisioni italiane rimaste in linea; ripiegamento al quale presero parte anche circa 10.000 sbandati tedeschi, rumeni ed ungheresi delle divisioni adiacenti, fra i quali 4 carri armati, 2 semoventi, 5 pezzi d’artiglieria ed una batteria lancirazzi, tutti germanici. Fu raggiunta dall’intera divisione alpina Tridentina fra la notte del 17 e del 18 gennaio.
A Belogorie era stanziato il Battaglione Alpini Tirano del 5° Reggimento Alpini della Divisione Tridentina al comando del colonnello Giuseppe Adami.
Opit fu occupata dalle truppe sovietiche già il giorno 18 gennaio 1943; fu raggiunto dal grosso della colonna della divisione alpina Tridentina il giorno 19 gennaio. Qui veniva attaccato il Comando del Corpo d’Armata Alpino il giorno 20 gennaio alle ore 7.00; malgrado il sacrificio di diversi reparti, andarono perduti tutti i mezzi di trasporto e tutti i mezzi di comunicazione, salvo una stazione radio tedesca montata su un autocarro cingolato. Il giorno 20 gennaio poco a nord della località il battaglione Vestone della divisione alpinia Tridentina dovette sostenere un altro duro combattimento.
Postojalyi fu attaccata e conquistata il 17 gennaio 1943 da truppe corazzate e fanterie autocarrate sovietiche; il giorno 19 gennaio il battaglione Verona della divisione alpina Tridentina muoveva all’attacco per la conquista dell’abitato e consentire il passaggio della colonna, ma veniva respinto con le prime dolorose perdite. Il giorno 20 gennaio il 6° reggimento alpini della divisione alpina Tridentina dovette combattere per alcune ore, anche all’arma bianca, per conquistare l’abitato. Fu raggiunta il giorno 20 anche dalla divisione di fanteria Vicenza che qui si fermò a riposare per l’intera giornata. La divisione alpina Cuneense la raggiunse il giorno 21 gennaio verso le ore 12.00 e conquistò l’abitato con il concorso di un reparto tedesco.
Novo Postojalyi era una località che fu raggiunta il 19 gennaio dalla divisione alpina Julia e subito si accendevano pesanti combattimenti che dureranno l’intero giorno. Successivamente, alle ore 2.00 del giorno 20 gennaio, fu raggiunta anche dalla divisione alpina Cuneense che anch’essa prese parte ai combattimenti; i battaglioni Ceva, Borgo San Dalmazzo e Saluzzo s’impegnavano senza successo nella conquista della località. Anche la divisione alpina Julia per tutto il giorno 20 gennaio fu impegnata nei combattimenti e con il concorso della divisione alpina Cuneense tentò di aggirare le posizioni da nord.
Nova Georgewskji fu la tomba dell'8° Reggimento Alpini della Divisione Julia, al comando del colonnello Armando Cimolino; qui il giorno 22 gennaio 1943 il reggimento fu raggiunto dalle forze sovietiche, circondato e catturato.
Limarev fu raggiunta il 21 gennaio alle ore 8.00 dalla divisione alpina Tridentina, dopo averla conquistata alle forze sovietiche ivi presenti; la divisione sostava per il resto della giornata. Fu raggiunta anche dalla sopraggiungente divisione di fanteria Vicenza sempre il giorno 21 gennaio. La divisione alpina Cuneense raggiunse la località alle ore 12.00 circa del 22 gennaio, dove il 1° reggimento alpini sostò per l’intero giorno.
Il 6° Reggimento Alpini della Divisione Tridentina raggiunse Scheljiakino il giorno 22 gennaio 1943; fu conquistato dopo una dura battaglia dai Battaglioni Alpini Vestone, Val Chiese ed Edolo con il concorso dei Gruppi d'Artiglieria Bergamo e Vicenza. Fu poi ragginta dalla Divisione di Fanteria Vicenza e nuovamente riconquistata con l'aiuto di semoventi tedeschi, dopo che era stata nuovamente rioccupata dai russi dopo la partenza della colonna della Tridentina.
A Warwarowka il battaglione Morbegno della divisione alpina Tridentina il giorno 22 gennaio si sacrificava completamente per proteggere la restante colonna della divisione da truppe sovietiche sopraggiungenti da nord. Il giorno 23 gennaio i resti della divisione di fanteria Vicenza venivano qui pesantemente attaccati.
Nell'abitato di Garbusowo correva la terza linea di assestamento sovietica atta a bloccare le truppe in ritirata; il 1° reggimento della divisione alpina Cuneense fu qui attaccato da carri armati russi e subiva nuove e forti perdite. Qui oggi è presente uno dei pochi cippi a ricordo del sacrificio delle nostre truppe in ripiegamento.
Malakjiewa fu conquistata alle ore 12.00 circa dalla divisione alpina Tridentina il giorno 24 gennaio, grazie all’attacco dei battaglioni Vestone e Val Chiese con una temperatura di -40°. Il giorno 25 gennaio il battaglione Dronero attaccò la località per consentire ai superstiti della divisione alpina Cuneense di transitare.
Nikitowka fu strappata alle scarse forze russe ivi dislocate la mattina del 25 gennaio dalla colonna della divisione alpina Tridentina; il giorno 26 gennaio alle ore 2.00 l’avanguardia della divisione alpina Tridentina veniva attaccata e dopo alcune ore di combattimento il nemico veniva messo in fuga.
Arnautovo fu raggiunto il giorno 25 gennaio dai battaglioni Verona e Vestone della divisione alpina Tridentina. Il giorno 26 gennaio consistenti unità sovietiche attaccavano l’avanguardia della divisione alpina Tridentina composta dal battaglione Tirano e dal gruppo d’artiglieria Val Camonica; la pronta reazione dei resti dell’intero 5° reggimento alpini consentiva alla colonna di proseguire alla volta di Nikolajewka.
La famosa battaglia di Nikolajewka fu combattuta quasi per il tutto il giorno del 26 gennaio 1943 dalla Tridentina e dai resti delle divisioni sorelle che alla prima si erano aggregate. Dopo ore di combattimenti feroci che lasciarono sul campo tantissimi nostri soldati, i superstiti riuscirono a comquistare il paese ai reparti sovietici. Poco fuori il paese è posto un cippo a ricordo dei 5000 caduti che riposano nella fossa comune poco distante.