I LUOGHI DIMENTICATI DELLA GRANDE GUERRA: LA CASERMA DEGLI ARDITI DI SDRICCA DI MANZANO

IN QUESTA CASA VENNERO CREATI I PRIMI REPARTI DI ARDITI
Un reparto d´assalto era composto da 735 uomini su tre compagnie, più una compagnia di complementi.
Il reparto era armato con 8 mitragliatrici pesanti, 24 pistole mitragliatrici e due cannoni da 64/17.
Ogni compagnia, di circa 200 uomini, era composta da quattro plotoni d´attacco, un plotone di specialisti e uno di lanciafiamme.
Il plotone d´attacco era composto da una squadra d´assalto – armata solo di 20 bombe a mano a testa e pugnale –, e tre d´attacco – bombe, pugnale e pistola mitragliatrice.
Il plotone specialisti aveva una squadra mitraglieri, una di guastatori e una di segnalatori.

Gli arditi non impegnati con le armi automatiche o ai lanciafiamme erano armati di moschetto,72 cartuccie e quattro bombe; il trasporto dei rifornimenti delle bombe era effettuato da due arditi per plotone – trasportavano quattro bisaccie con 120-150 bombe ciascuna.
Ogni squadra mitragliatrici aveva a disposizione 20.000 cartucce, quelle di pistola mitragliatrice 10.000.
Questo era un potenziale di fuoco pari o superiore a quello di un corrispondente reparto tedesco.

L´innovazione più geniale del colonnello Bassi era stata però quella di dividere il plotone in quattro squadre e la squadra in coppie di uomini.
Al comando di un sottufficiale, ogni squadra era quindi composta da 5 o 6 coppie che rappresentavano la vera forza – l´affiatamento e il reciproco aiuto – base-tattica nel combattimento, sia nei corpo a corpo, sia nella eliminazione dei nidi di mitragliatrici.

Dopo il passaggio del fiume Tagliamento i Reparti d´Assalto furono nuovamente riuniti da Bassi che li guidò fino a Pieve di Soligo, sulla riva destra del Piave, con l´idea di riordinarli.
Su ordine del Generale Etna, il 7 novembre 1917, vennero invece schierati a difesa della testa di ponte di Vidor ed a sud della linea difensiva tracciata tra il Monte Tomba ed il Monfenera.
Presidiarono quelle posizioni fino al 30 novembre quando si videro furono trasferiti a Cartigliano, nelle campagne vicentine.

Il Comando Supremo ne ordinò lo scioglimento il 5 dicembre successivo mettendo a disposizione della I Armata i sopravvissuti per la ricostituzione del I e II Reparto d´Assalto.
Il successivo concetto di riorganizzazione delle truppe d´assalto fu all´opposto dell´impostazione originaria.
Non più corpo speciale con larga autonomia operativa, ma uno degli strumenti a disposizione dei reparti tradizionali migliorati nell´addestramento.

A Bassi venne invece affidato il 10 gennaio 1918 il comando del 76° Reggimento – Brigata Napoli, una delle unità che componevano il Corpo di spedizione Albricci destinato al fronte francese.
Bassi fu in pratica silurato, ma la fama di essere stato il pioniere nella modernizzazione dell´esercito che porterà alla vittoria finale nessuno gliela potrà mai togliere.

Per questo Sdricca potrebbe diventare un luogo della memoria per le decine di migliaia di arditi che combatterono con valore e dedizione.