I Decorati al Valore del Cimitero di Lecce

Ogni città italiana ha, all’interno dei propri cimiteri cittadini, ricavato uno spazio per la realizzazione di più o meno grandi sacrari e riquadri militari. E, spesso, rivelano storie sconosciute ai più, anche a quegli stessi concittadini che tante volte si saranno trovati a passarvi davanti. Francesco De SimoneCapita, infatti, che quei soldati che sono li sepolti non ricevano quegli onori roboanti che sono riservati, invece, ai grandi Sacrari mantenuti e curati direttamente dal Ministero della Difesa, come Redipulia, Oslavia, Mignano Montelungo, i Caduti d’Oltremare di Bari. A Lecce sono sepolti quasi 250 militari caduti sui fronti di guerra, di cui quattordici ignoti: numerosi sono i decorati al Valor Militare che, spiace dirlo, sono stati dimenticati. Tra i riquadri che ospitano i loculi del Sacrario Militare, vegliato da due pezzi d’artiglieria rivolti verso l’ingresso, è sepolto il Sottotenente Carlo Pranzo Zaccaria, originario di Lecce, in servizio presso il 21° Reggimento Artiglieria Motorizzata Trieste, caduto il 15 giugno 1942 in Africa Settentrionale, mentre, allo scoperto, dirigeva il fuoco dei suoi uomini contro un gruppo di velivoli nemici. Ferito mortalmente, venne decorato di Medaglia d’Argento al Valor Militare alla Memoria: “Comandante di Sezione Mitragliera da 20 mm durante venti giorni di asperrima lotta, interveniva efficacemente con le sue armi contro numerose incursioni aeree dell’avversario, infliggendogli notevoli perdite e riuscendo sempre ad allontanare l’offesa dal cielo della battaglia. Durante un violento mitragliamento e spezzonamento nemico da bassa quota, rimaneva allo scoperto, per meglio dirigere il fuoco delle sue armi ed abbatteva uno degli aerei aggressori. Ferito mortalmente, cadeva tra i suoi valorosi Artiglieri. Sghifet es Sidra, Africa Settentrionale, 15 giugno 1942”.

Francesco MontinariCarlo Pranzo non è il solo decorato sepolto a Lecce. Al di fuori dei riquadri militari, sparsi per le varie zone del cimitero cittadino, camminando tra i viali e tra i cipressi, un monumento ricorda un altro giovane ufficiale originario della città, il Sottotenente Francesco De Simone, caduto nel corso del primo conflitto mondiale. Effettivo nel 13° Reggimento Fanteria della Brigata Pinerolo, restava ucciso il 30 giugno 1915 durante la conquista di un caposaldo austriaco a Selz. Durante l’assalto, come recita la motivazione della Medaglia d’Argento alla Memoria, “conquistò, per primo, la sommità di una collina incitando con l’esempio il proprio reparto che lo seguiva con slancio entusiasta e, sebbene si trovasse di fronte ad un nemico superiore di forze, ne sostenne con mirabile coraggio il contrattacco, lasciandovi gloriosamente la vita. Selz, 30 giugno 1915”. Poco distante, è ricordato un cittadino di Francavilla Fontana, il Sergente Francesco Montinari, del 26° Reggimento Fanteria, ucciso a Derna nel corso della fasi iniziali della campagna libica. Cadde durante un sanguinoso scontro avvenuto nei pressi della città libica, meritandosi la Medaglia d’Argento al Valor Militare alla Memoria: “Coadiuvava efficacemente il suo Comandante di Plotone sotto l’intenso fuoco nemico, dando esempio di coraggio e di sprezzo del pericolo ai dipendenti, finché cadde colpito a morte. Derna, 7 dicembre 1911”.

IMG_20190319_170251Nascosta all’ombra dei cipressi, una tomba racchiude tutto il dramma dei due conflitti mondiali: Luigi Falco, Sottotenente nel 33° Reggimento Artiglieria da Campagna, il 25 ottobre 1918 rimase ucciso nelle fasi finali della guerra, cadendo in combattimento sul Monte Grappa. Sopravvisse al conflitto il fratello Carlo, che proseguì una prestigiosa carriera nel Regio Esercito. Già durante la Prima Guerra Mondiale, nel luglio 1918, servendo nella 1423 Compagnia Mitraglieri in Albania, si guadagnò una Croce di Guerra al Valor Militare: “Comandante di una Compagnia Mitragliatrici, in tre giorni di aspri combattimenti, la guidava in modo esemplare esplicando encomiabilmente i vari e successivi compiti affidatigli. Dava costante esempio ai suoi dipendenti, specie nei momenti più critici, di coraggio, di calma, di sprezzo del pericolo, curando solo e sempre l’esatto e completo adempimento del proprio dovere. Kuci, Albania, 26-30 luglio 1918”. Promosso al grado di Maggiore, con il 139° Reggimento Fanteria prese parte al secondo conflitto mondiale, venendo nuovamente dislocato nei Balcani. Qui, durante l’offensiva contro la Grecia, il 25 gennaio 1941 guidando un contrattacco restava ucciso dallo scoppio di una granata nemica. Alla sua memoria è stata conferita la Medaglia d’Argento al Valor Militare alla Memoria: “Malgrado le sue menomate condizioni fisiche, rimaneva al comando del Battaglione, rifiutando di essere ricoverato in ospedale. Attaccato da forze preponderanti, guidava e incitava i propri reparti al combattimento, finché, colpito da granata nemica, cadeva gloriosamente sul campo. Bubesi, Fronte Greco, 24-25 gennaio 1941”.

IMG_20190319_165634Il Maggiore Carlo Frasca, i Sottotenenti Carlo Pranzo Zaccaria, Luigi Frasca e Francesco De Simone, il Sergente Francesco Montinari sono Eroi sconosciuti ai più, anche a coloro che si recano in visita ad un proprio caro defunto. Ma non sono soli, tra i viali del cimitero di Lecce. Tra le altre tombe presenti, vi sono quelle di due Ufficiali Piloti della Regia Aeronautica: il Capitano Antonio Ramirez, tragicamente scomparso durante un volo di addestramento nei pressi di Capua il 28 aprile 1930, a cui è stato intitolato l’Aeroporto Militare di Gioia del Colle, e il Tenente Pilota Giorgio Zichella caduto nei cieli dell’Africa Settentrionale il 14 agosto 1942 nei presi di Abu Aggag, in Egitto. Abbiamo detto che sono Eroi sconosciuti. Da oggi, ci auguriamo che lo siano di meno.