Notiziario: GIAN LUIGI ZUCCHI (1900), Medaglia d’Oro

GIAN LUIGI ZUCCHI (1900), Medaglia d’Oro

MOVM: «Volontario di guerra diciassettenne, si offrì di far parte di un gruppo d'arditi che doveva eseguire una incursione nelle linee nemiche. Primo si slanciò all'assalto e combattendo con la baionetta e con bombe a mano fu di esempio ai compagni, che alla fine, sopraffatti, dovettero ritirarsi. Accortosi che l'ufficiale comandante era rimasto in mano nemica, invitò i compagni a seguirlo e slanciatosi di nuovo sui nemici impegnava una lotto corpo a corpo. Riuscito ad avvicinarsi al proprio ufficiale mentre un soldato austriaco stava per vibrargli un colpo di baionetta, prontamente slanciavasi e, facendo scudo del proprio corpo al suo superiore, riceveva, in pieno, il colpo a lui diretto. Ferito a morte, sul punto di esalare l'anima generosa, trovava ancora la forza di gridare: “Viva l'Italia”.»
— Monte Valderoa, Monte Grappa, 14 gennaio 1918
Fatto d’Arme
Il Battaglione "Cividale", nella notte sul 10 gennaio 1918 si porta sul Monte Valderoa per attaccare i trinceramenti nemici posti sulla vetta.
Per eseguire il primo assalto, è scelta la 76ª compagnia, della quale fa parte anche Zucchi. Il piano prevede che il grosso della compagnia attaccante sia preceduto da piccoli nuclei di arditi. Il giovanissimo soldato Zucchi si offre volontariamente di essere tra questi.
Nel pomeriggio del 14 gennaio, dopo una lunga preparazione d'artiglieria, la 76ª compagnia, preceduta dai nuclei di arditi, irrompe, per la prima volta, nelle trincee austriache. Gli austro-ungarici, tuttavia, non cedono e, dopo un furibondo combattimento, costringono gli Alpini a ritirarsi.
Nell'eseguire l'ordine di ripiegamento, Zucchi si accorge che il suo ufficiale è stato catturato e, perciò, incitando i suoi commilitoni, decide di far ritorno verso le trincee nemiche. Qui giunto, dopo un violento corpo a corpo, rimane colpito a morte da una baionettata, mentre tenta di difendere il suo comandante.
Nota biografica
Gian Luigi Zucchi nasce a Tradate nel 1900 da un'agiata famiglia di industriali di Milano. In seguito all'ingresso dell'Italia nella Guerra Mondiale, il fratello maggiore Giuseppe è richiamato alle armi. Nell'estate del 1916 cade in combattimento nei pressi di Gorizia. Nel 1917, il giovanissimo Gian Luigi, studente liceale, decide di arruolarsi come volontario nel Regio Esercito Italiano. Egli, infatti, ha appena raggiunto i diciassette anni, età minima per l'arruolamento volontario. Cadrà sul monte Grappa qualche mese dopo.
Pagina del Gruppo Grande Guerra 1915-1918