Notiziario: GENERALE CARLO ALBERTO DALLA CHIESA

GENERALE CARLO ALBERTO DALLA CHIESA

Generale Carlo Alberto Dalla Chiesa. Figlio dell'ufficiale dell'Arma Romano dalla Chiesa e di Maria Laura Bergonzi, scoppiata la seconda guerra mondiale entrò nel 1941 nel Regio Esercito, dapprima frequentando la Scuola allievi ufficiali di complemento di Spoleto, in seguito prestò servizio in fanteria come sottotenente nel 120º reggimento brigata Emilia, partecipando per dieci mesi all'occupazione del Montenegro, per la quale ricevette due croci di guerra al valore. Nel 1942 transitò nei Reali Carabinieri (dove già prestava servizio il fratello Romolo), e come primo incarico venne mandato a comandare la tenenza di San Benedetto del Tronto, dove rimase fino alla proclamazione dell'armistizio dell'8 settembre 1943. Passò poi nel comando provinciale di Ascoli Piceno dove iniziò a collaborare con i gruppi partigiani. Poi, a causa del suo rifiuto di collaborare nella caccia ai partigiani, venne inserito nella lista nera dei nazisti, ma riuscì a fuggire prima che le SS potessero catturarlo. Datosi alla macchia insieme con altri patrioti, operò poi nella resistenza italiana, unendosi alla "Brigata Patrioti Piceni" di stanza in Colle San Marco, località di montagna, ove organizzò gruppi per fronteggiare i tedeschi. In seguito, divenne uno dei responsabili delle trasmissioni radio clandestine di informazioni per gli americani, nascosto in un'abitazione privata presso la città di Martinsicuro, in Abruzzo. Nel dicembre dello stesso anno passò le linee nemiche con le truppe alleate, ritrovandosi in una zona d'Italia già liberata nel Regno del Sud. Venne poi inviato a Roma per seguire gli alleati nel loro ingresso nella capitale, dove venne incaricato di garantire la sicurezza della Presidenza del Consiglio dei ministri dell'Italia liberata. Nel 1944 fu inviato a comandare una tenenza a Bari, dove riuscì a conseguire la seconda laurea in scienze politiche, per la quale frequentò alcune lezioni tenute dall'allora docente Aldo Moro. Dopo la guerra, per la sua partecipazione alla resistenza italiana gli venne attribuito il Distintivo di Volontario della Guerra di Liberazione, guadagnando il passaggio in servizio permanente effettivo per merito di guerra. Divenne generale nel dopoguerra e il suo impegno nell'arma fu al contrasto del terrorismo e della criminalità organizzata sino al tragico epilogo di cui fu vittima nel 1982 da un assalto mafioso.