FILM

UOMINI SUL FONDO
 Durante le manovre di esercitazione il sommergibile A103, in fase di emersione, entra in collisione con il piroscafo Ariel, costretto a cambiare rotta per evitare un banco di nebbia. L'impatto produce uno squarcio nella fiancata del sottomarino che affonda. Fallisce il tentativo di far ripartire il sommergibile in quanto incagliato sul fondale.
Utilizzando il cilindro di salvataggio alcuni uomini riescono a risalire in superficie e a segnalare la posizione esatta. Accorrono le navi di salvataggio Titano e Ciclope, il pontone di sollevamento Anteo e due idrovolanti. Dopo alcune ore gran parte dell'equipaggio è stata tratta in salvo.
Il comando militare prepara un piano per pompare aria nella parte allagata del sommergibile in modo da far uscire l'acqua che lo appesantisce e provare a disincagliarlo. Il comandante e i sette marinai Lanciani, Vennarini, Nelli, Ciacci, Leandri, Villosio e Giuma, nonostante la pressione atmosferica e il livello di anidride carbonica abbiano raggiunto livelli quasi insopportabili, decidono di rimanere a bordo per cercare di salvare l'imbarcazione.
I palombari riescono a saldare lo squarcio, ma non riescono ad aprire la valvola per pompare aria all'interno. Si potrebbe tentare di aprirla dall'interno, ma il locale idrovore è completamente invaso dal cloro e l'impresa sembra impossibile. Il marinaio Leandri decide di sua iniziativa di tentare. Riesce ad aprire la valvola e a far passare l'aria, ma la sua mano rimane bloccata sotto la leva e l'uomo muore intossicato dai fumi. Il suo sacrificio consente però al sommergibile di disincagliarsi e ripartire.
Una volta emerso il sommergibile viene salutato festosamente, ma subito cala il silenzio quando la bandiera viene issata a mezz'asta per onorare lo spontaneo atto di eroismo del marinaio Leandri.