FEDERAZIONE DI VERONA, SEZIONE DI TREGNAGO: 49° RADUNO EX COMBATTENTI DEL FRONTE RUSSO, GRECO-ALBANESE E JUGOSLAVO, CON PARTICOLARE RICORDO DELLA BATTAGLIA DI NIKOLAJEWKA

– 26 Gennaio 2020

E’ quasi mezzo secolo (siamo arrivati alla 49esima edizione) che gli ex combattenti del fronte russo, greco-albanese e jugoslavo, si ritrovano a fine gennaio, nell’anniversario dell’epica battaglia di Nikolajewka che permise di rompere l’accerchiamento dopo una marcia massacrante e raggiungere la ferrovia con cui rientrare in Italia: si ricordano così i commilitoni caduti sui fronti orientali della seconda guerra mondiale.

Da anni sono ridotti a pochissimi e in età molto avanzata si è spento anche l’ultimo reduce di Russia della nostra Provincia, Domenico Pasi, originario di Erbezzo ma residente da anni a Poiano, scomparso a 97 anni lo scorso dicembre. E’ ancora vivo a Goito, ma è nato a San Zeno di Montagna, il suo coetaneo Giuseppe Pippa mentre è centenario dallo scorso maggio Augusto Castellani che combatté sul fronte greco-albanese.

Pasi, nei vari incontri alpini ricordava sempre, con un groppo alla gola e senza retorica, la sua sofferenza in Russia quando, dallo scoppio di una bomba di mortaio che colpì le munizioni che con il suo mulo aveva appena scaricato, trovarono la morte il sergente lupatotino e medaglia d’argento Guerrino Ortolani (classe 1916) con tre serventi al pezzo di obice. “Mi salvai perché la carcassa del mulo mi fece da scudo all’inferno di proiettili, schegge e detriti provocati dallo scoppio” aveva raccontato.

“ Ho compiuto vent’anni in Russia”, ricordava spessso “sono partito come conducente di muli nel secondo artiglieria alpina, gruppo Vicenza, 19^ Batteria”.  Zarozillo, il nome del suo secondo mulo, che lo ha accompagnato poi nei giorni della ritirata: non avendo nulla da dargli da mangiare, Pasi strappava per lui la paglia secca dai tetti delle isbe, le tradizionali abitazioni russe.

Tornò a casa dopo mille chilometri di marcia, poi fu prigioniero dei tedeschi in Prussia a fare il boscaiolo e il saldatore in un’officina di locomotive, Quando arrivano i russi lo trasferiscono a Vienna dove lo caricano su un treno per l’Italia con 40 gradi di febbre perché almeno morisse a casa e quando raccontava ti guardava con occhi increduli che potesse interessarti una storia così. “Non ho fatto nulla di straordinario, ho solo subito”, diceva.

Agostino Dal Dosso, consigliere di Zona per la Val d’Illasi,  ha invitato tutti a partecipare nel ricordo di  questi reduci e dei tanti caduti e dispersi.

La ricorrenza è stata particolarmente significativa essendo il 26 Gennaio, il giorno esatto della Battaglia di Nikolajewka, commemorata per la prima volta da quando è stata istituita la “Giornata nazionale della memoria e del sacrificio alpino. Abbiamo la fortuna che ancora ci sono dei reduci viventi, perciò quello che abbiamo voluto celebrare è ancora un “raduno” per ricordare tutti quelli che tornarono e quelli che purtroppo non fecero ritorno”

Alle 10 c’è stato l’ammassamento in Piazza Massalongo (Tregnago), davanti al municipio e a seguire l’alzabandiera e la sfilata, preceduta dalla banda “La Primula” di Cogollo. Alle 11 i partecipanti hanno seguito la Santa Messa solennizzata dei canti del coro “Tre Torri” e alle 12,30 hanno fatto ritorno in piazza Massalongo per la Cerimonia di onore ai Caduti con una delegazione di studenti dell’Istituto comprensivo davanti al monumento che ricorda chi sacrificò la propria vita in Russia.

Grazie al comitato organizzatore per “ricordare e non dimenticare”, grazie a tutti i gruppi alpini e grazie alle Sezioni dei Combattenti e Reduci che hanno partecipato con le loro bandiere.

IL MEDAGLIERE DELLA FEDERAZIONE ANCR DI VERONA SEMPRE PRESENTE.

(articolo tratto in parte dal Giornale l’Arena)