FEDERAZIONE DI VENEZIA - SEZIONE DI CESAROLO: 98^ “Festa dei Caduti” di Cesarolo (VE)

Domenica 25 febbraio si è svolta a Cesarolo (Venezia) la 98esima edizione della “festa dei Caduti”, la consueta commemorazione a ricordo dei Caduti di tutte le guerre che, ininterrottamente dal 1921 (anno in cui l’allora Parroco don Forgiarini assieme ad alcuni reduci di guerra cesarolesi la volle per omaggiare la benedizione solenne del neo-edificato Monumento ai Caduti) si svolge ogni anno la Seconda Domenica di Quaresima.

Organizzata come da tradizione dai membri della Sezione A.N.C.R. di Cesarolo in collaborazione con la Parrocchia e le Sezioni d’Arma in congedo comunali, viene ancor oggi chiamata “festa dei Caduti” in quanto non è soltanto una cerimonia reducistica, ma un vero e proprio convivio tra il paese di Cesarolo, le associazioni ex combattentistiche venete e friulane e le associazioni d’Arma in congedo di tutto il Triveneto, strette tra loro in un ideale abbraccio a tutti defunti e dispersi in guerra di Cesarolo, i cui nomi sono scolpiti nella pietra del locale Monumento ai Caduti, fulcro della cerimonia stessa.

Quest’anno la “festa dei Caduti” ha visto la partecipazione del Presidente Nazionale dell’A.N.C.R., il comm. Sergio Paolieri, assieme al Sindaco, al colonnello Dibenedetto, comandante del 5° Rgt Artiglieria “Superga”, a rappresentanze della Capitaneria di Porto di Caorle, dell’Arma dei Carabinieri e della Guardia di Finanza, nonché della fanfara dei Bersaglieri di Jesolo e di un picchetto di rievocatori in uniforme storica della Grande Guerra.

Oltre sessanta le bandiere associazionistiche presenti a Cesarolo, provenienti da tre Regioni e ben dieci Provincie differenti (Venezia, Treviso, Verona, Padova, Udine, Pordenone, Trento, Rovigo, Vicenza, Gorizia).

Tra le più importanti il labaro del Consiglio Direttivo Centrale A.N.C.R., quello dell’Unione Nazionale Reduci di Russia del Tempio Ossario di Cargnacco (Udine), i Medaglieri delle Federazioni  A.N.C.R. della Marca Trevigiana, Venezia, Padova, Verona; quindi il Medagliere dell’Istituto del Nastro Azzurro della Federazione di Treviso; la bandiera Nazionale dell’Associazione Fanti d’Arresto e quella Provinciale di Venezia dell’A.N.B. (Associazione Nazionale Bersaglieri).

La cerimonia si è aperta con sfilamento lungo la via principale del paese del Gonfalone Comunale di San Michele al Tagliamento (decorato Medaglia d’Oro al Merito Civile) seguito dalle autorità e quindi da tutti i Medaglieri e i labari delle Sezioni A.N.C.R. e di quelle d’Arma in congedo.

Lo sfilamento è terminato nella piazza della chiesa, dove è avvenuta la rassegna e sono stati resi gli onori alle massime Autorità, al Gonfalone Comunale e ai labari decorati Medaglia d’Oro.

Quindi la cerimonia è proseguita in chiesa per la Santa Messa; la funzione religiosa è stata allietata dai canti della prestigiosa Corale San Bartolomeo di Ballò (Mirano) e dalle musiche della fanfara dei Bersaglieri; particolarmente toccante il momento in cui è stata letta la “Preghiera degli ex-combattenti di Cesarolo”, una prece scritta negli anni ’50 dall’allora Parroco Martin assieme ad alcuni reduci della prigionia, che racchiude in essa l’alto spirito patriottico e di fede di quegli uomini e che per consolidata tradizione chiude la Santa Messa.

Infine c’è stata la deposizione della corona d’alloro in onore dei Caduti in guerra presso il Monumento, l’alzabandiera sulle note della “Leggenda del Piave” e gli interventi delle massime Autorità, primo tra tutti quello del Presidente Nazionale A.N.C.R. comm. Sergio Paolieri: nonostante le condizioni climatiche non certo favorevoli ha voluto presenziare alla “festa dei Caduti” e portare il suo personale ed importante saluto.

Per gli organizzatori, la parola d’ordine era e sarà sempre l’espressione latina “sic nos, non nobis”: la finalità di questa cerimonia dev’essere il tramando di quel corale ed ideale abbraccio, tanto religioso quanto militare e civile, di tutta la comunità di Cesarolo ai propri figli Caduti in guerra, con lo stesso trasporto, lo stesso impegno, lo stesso afflato che animò i nostri predecessori dal quel lontano 1921, che così fortemente portarono avanti per tre generazioni la “fiesta dai Cadùs di Sisaròl”.