FEDERAZIONE DI UDINE, SEZIONE DI MANZANO: Combattenti e reduci: Rubino a 102 anni presidente onorario

Leccese d’origine, a Manzano ha aperto il locale Dal Teron

I soci confermano Rosario Genova alla guida della Sezione

Rosario Genova è stato confermato alla guida della Sezione dei Combattenti e Reduci di Manzano.

Presidente onorario resta dal 2010 Antonio Rubino, che da poco ha compiuto 102 anni.

Si è svolta l’assemblea annuale dei soci per il rinnovo delle cariche, alla quale hanno partecipato il sindaco Mauro Iacumin e il vice Lucio Zamò. La riunione è stata presieduta dal coordinatore regionale dei combattenti e reduci, Stefano Basanisi. Dopo la relazione del presidente uscente, la votazione ha portato alla conferma di Rosario Genova, che manterrà l’incarico fino al 2021. Al suo fianco ci saranno: Vice Presidente Valerio Beltrame e i consiglieri uscenti Paolo Gregorutti e Lodovico Paravano (alfiere), con i due nuovi eletti Ferruccio Coccolo e Luigi Mattia.

Membri del collegio dei sindaci saranno Valter Peruzzi (presidente), Mario Beltrame e Aurelio Budai.

Il nuovo segretario sarà Stefano De Sabbata.

Ma l’altro grande protagonista della serata è stato il presidente onorario Antonio Rubino, che a 102 anni è il decano della comunità manzanese. Nato in provincia di Lecce il 23 gennaio 1916, Rubino si trasferì in Friuli per trovare fortuna nell’ambito lavorativo. Arruolato nel 1937, nel ruolo di fante con il grado di sergente maggiore, prestò servizio al distretto militare di Firenze ed entrò a far parte della banda musicale militare, dove ebbe modo di conoscere anche Edda Mussolini, figlia del duce e moglie di Galeazzo Ciano, allora ministro degli esteri.

In seguito fu mandato al fronte dell’ex Jugoslavia e alla fine della guerra rientrò in Italia nelle file dei partigiani.

Rubino ha ricevuto molti riconoscimenti in questi anni: tra questi, il diploma d’onore al combattente per la libertà d’Italia, il titolo onorifico al grado di tenente, la medaglia di benemerenza per i volontari della Seconda guerra mondiale, il diploma

fedeltà e la medaglia garibaldina.

Dopo il conflitto si stabilì a Manzano, aprendo un ristorante denominato “Dal Teron”, che gestì fino all’età di 70 anni. Fu il

primo in paese ad avere il telefono pubblico.

Nel corso dell’assemblea il Presidente Genova ha ringraziato tutti per il lavoro svolto durante il mandato. «Sono emozionato per la fiducia e onorato di rappresentare con entusiasmo questa Sezione che compirà tra qualche giorno 89 anni», ha detto.

Nella sede dell’Associazione è stata nel frattempo allestita una mostra fotografica permanente sulla Grande guerra nel territorio di Manzano grazie a una ricerca svolta proprio dal presidente «a dimostrazione – ha sottolineato il presidente Genova – che la nostra è un’associazione molto attiva nel ricordo della storia militare locale».

L’ultimo regalo di Bruno Coccolo:

Un quadro di Bruno Coccolo donato ai Soci

Un quadro all’Associazione dei Combattenti. In occasione dell’assemblea, i figli Maria Teresa e Ferruccio hanno donato alla Sezione manzanese un dipinto realizzato dall’artista combattente recentemente scomparso che raffigura un militare che tiene una bandiera italiana con la scritta in latino “Veni nec recedam (sono giunto e non indietreggerò mai”.

Coccolo, richiamato alle armi nel 1940 per lo scoppio della Seconda guerra mondiale, fu trasferito in Russia. Nel 1943 fu ferito a Bologna in occasione di un bombardamento. Nel gennaio 1944 fu preso in ostaggio dai tedeschi per essere destinato ai lager. Mentre si trovava sul treno che trasportava bestiame, riuscì a scappare con uno stratagemma e a rifugiarsi a Viscone.