FEDERAZIONE DI PRATO: INCONTRO CON I RAGAZZI DELL'UNIVERSITA' NEW HAVEN

L'Università di New Haven è una università privata del Connecticut  ed è riconosciuta come leader internazionale nella formazione esperenziale, metodo in cui la formazione non è intesa come insieme di teorie ma come applicazione di pratiche tramite attività sul campo.
E’ stata fondata nel 1920 nel campus dell’Università di Yale e dal 2012 ha aperto a Prato il suo primo campus satellitare italiano. La scelta della città di Prato è nata dalla valutazione di diversi fattori quali una favorevole dislocazione geografica che la rende centrale in Toscana ed in Italia, l’ambiente multiculturale che si è creato grazie alla presenza “stabile” in città di decine di etnie diverse oltre che da una dimensione sufficientemente grande ma tale da non creare gli inevitabili problemi delle grandi metropoli. Questo è quanto è emerso dalle dichiarazioni dei ragazzi e dai loro racconti sul soggiorno pratese.
Il gruppo che abbiamo ricevuto il 31 Maggio all’interno della “Casa delle Memorie di Guerra per la Pace” era interessato a conoscere le vicende italiane del ‘900 dalla Grande Guerra alla lotta per la liberazione durante la seconda guerra mondiale, passando per il fascismo e la guerra di Spagna. Gli studenti presenti hanno mostrato un autentico interesse per gli eventi narrati dagli storici dell’associazione che hanno risposto alle molte domande dei ragazzi che hanno dimostrato anche una forte partecipazione emotiva alle immagini proposte nel corso della visita alla mostra della “Casa delle Memorie di Guerra per la Pace”.
La bella riuscita di questa prima iniziativa rappresenta certamente uno stimolo affinché si crei una collaborazione stabile con l’università americana che rappresenta quei giovani  appartenenti ad una società che per sua fortuna non ha vissuto l’esperienza drammatica delle guerre del ‘900 sul proprio territorio: per questi giovani farsi raccontare che cosa è stata la guerra nei paesi da essa attraversati in Europa nel secolo scorso rappresenta una acquisizione culturale mirata non solo ad allargare le loro conoscenze storiche ma anche, si spera, a contribuire ad educarli ai valori della pace e della convivenza civile.