FEDERAZIONE DI PADOVA: IL PIAVE E' L'ITALIA, E PER L'ITALIA ORA E SEMPRE COMBATTEREMO! SACRARIO DI FAGARE' - 9 GIUGNO 2019

Domenica 9 giugno, in una splendida giornata di sole, al Sacrario di Fagarè hanno sventolato i tricolori e i labari delle sezioni e delle federazioni ANCR, delle associazioni combattentistiche e d'arma, uniti insieme nel ricordo di tutti i nostri Caduti.

Nel luogo simbolo della Grande Guerra, sulle rive del Piave, fiume sacro alla Patria, al cospetto dei frammenti di muro con le gloriose iscrizioni di ormai cento anni fa, la Federazione di Padova dell'ANCR ha deciso di festeggiare il centenario della fondazione dell'Associazione.

Tante le sezioni ANCR, presenti, tanti i soci della nostra Associazione, ma soprattutto erano presenti lì con noi tutti i nostri Cadut; una presenza più che mai viva ed avvertita da tutti i convenuti.

Un breve corteo ha aperto la commemorazione, poi gli onori ai Caduti con la deposizione della corona da parte del Presidente Bregantin, del ten. Col. Satta, in rappresentanza del Comando Forze Operative Nord, e dal combattente Ugo Vedovato, presidente della sezione ANCR di Trebaseleghe.

Il Silenzio magistralmente suonato dal Trombettiere dell'11° Rgt. Bersaglieri ha commosso tutti i presenti.

Sono seguiti quindi gli interventi del Ten Col. Satta e del Presidente Bregantin (che riportiamo a seguito) che hanno ribadito l'importanza del sacrificio e del ricordi: valori fondanti della nostra Patria.

Poi la lettura dei nomi di tutti i Caduti padovani sepolti a Fagarè sempre presenti nei nostri cuori.

A seguire la consegna degli attestati e delle medaglie commemorative alle autorità presenti ed alle sezioni partecipanti.

La Lettura della Preghiera del Combattente da parte dell'ex combattente Ugo Vedovato ha concluso questo straordinaria giornata del ricordo.

Un ringraziamento a tutte le sezioni e le associazioni presenti, all'amministrazione comunale di Cervarese Santa Croce (presente con il gonfalone comunale e con un delegato del Sindaco), al Comando Forze Operative Nord, al Commissariato Generale per le Onoranze ai Caduti e all'11° Rgt. Bersaglieri.

Di seguito il discorso pronunciato dal Presidente della Federazione di Padova dott.ssa Lisa Bregantin

Cent’anni! È incredibile anche solo pensarlo che, un’associazione di reduci sia riuscita a sopravvivere agli uomini che l’hanno voluta.

Cent’anni fa, gli uomini delle trincee, dopo aver combattuto e vinto, hanno sentito che dovevano ancora qualcosa all’Italia e che l’Italia doveva qualcosa a loro.

Pronti per creare un paese nuovo, fondato sull’impegno di ogni singolo cittadino che fosse disponibile a lavorare, combattere, a sentirsi moralmente degno di esso, si sono proposti sulla scena pubblica. In parte sbeffeggiati, in parte strattonati a destra e a sinistra.

Fondare una loro associazione che racchiudesse il proprio pensiero, l’impegno verso i compagni rimasti al fronte per sempre; l’impegno per ottenere i diritti promessi; l’impegno per una società migliore.

Il 18 febbraio 1919 a Milano nasce l’Associazione Nazionale Combattenti!

L’Associazione affronta il fascismo; il suo ultimo Presidente prima del commissariamento perché non allineata al governo, sarà la Medaglia d’Oro Ettore Viola, che dovrà espatriare.

Passa attraverso una nuova guerra. Nuovi reduci si aggiungono alle sue file, la convivenza non è sempre facile ma l’impegno non cambia: i morti, il Paese, i Combattenti.

E così lo hanno nuovamente ricostruito questo Paese!

Quando il tempo cominciava a bussare alle porte hanno saputo vedere oltre. Hanno sentito che, senza nuove forze, di fronte a loro ci sarebbe stato l’oblio e hanno scelto ancora una volta il bene più grande.
Hanno raccontato le loro storie, ma soprattutto hanno insegnato a chi non aveva visto la guerra, come si poteva combattere per questo Paese, sempre e comunque. Hanno insegnato che dismesso il fucile, la lotta per un Paese più giusto, più cosciente, più degno di se stesso non ha mai fine e per questo hanno scelto i giovani.

Più coraggiosi di qualsisia politico hanno saputo tenere attorno a sé nuove generazioni e con tenacia ci hanno consegnato quello che per loro era il riferimento più grande, la loro creatura, lo strumento attraverso il quale hanno cercato di aiutare questo Paese: l’ASSOCIAZIONE COMBATTENTI.
Siamo dunque qui oggi e non in una qualsiasi sala congressi perché è qui che si salda il primo impegno: restare accanto ai morti.

Perché i morti non sono il passato, ma il presente e il futuro. Perché hanno compiuto e sono stati il sacrificio più grande, perché tutto ciò che faremo noi è e sarà inevitabilmente più piccolo.

Il Piave che scorre qui è il luogo dove tutto è stato rischiato, è il luogo dove si è vinto tutti insieme.

Mai come in questi giorni a passare e ripassare il diecimila nomi dei Caduti del Sacrario di Fagarè ho toccato con mano cosa significa ITALIA. Uomini da tutta la Penisola, dalle isole, ma anche italiani provenienti dall’Argentina. Dal Brasile, da New York; italiani d’Austria, sono venuti a morire qui per l’Italia, per l’idea che stava dietro all’Italia!

Oggi il Piave va’ difeso, non dagli austriaci di allora, ma da chi lo vuole simbolo di parte. Il Piave è l’Italia e per l’Italia, ancora e sempre combatteremo!