FEDERAZIONE DI MANTOVA, SEZIONE DI CASALOLDO: 25 APRILE

Il piccolo comune di Casaloldo - provincia di Mantova - ha celebrato degnamente la festa del 25 aprile. Quel giorno di primavera del 1945 è stato l’ultimo non solo per la Seconda guerra Mondiale, ma pure per quella che gli storici chiamano oggi la Guerra dei Trent’anni del secolo scorso, iniziata il 24 maggio del 1915 e proseguita poi con la guerra di Etiopia, la guerra di Spagna e la Seconda Guerra Mondiale Per onorare i caduti di questo trentennio di guerra, nella settimana che ha preceduto la Festa di Liberazione è stata restaurata la grande lapide posta sull’architrave frontale all’ingresso del cimitero, dedicata in epoca fascista ai Caduti della Grande Guerra. La lapide, costituita da tre lastroni di marmo che riportano i nomi e le foto di quei ragazzi morti cento anni fa, era stata eretta nel lontano 1936, nel diciottesimo anniversario della Vittoria, per volontà dell’allora Podestà di Casaloldo, l’avvocato Emilio Fario. Il suo restauro è stato fortemente voluto dall’Associazione Combattenti e Reduci, rappresentata dal neo eletto presidente Gian Agazzi, che ha raccolto la volontà degli oltre sessanta soci simpatizzanti ed ha avanzato la richiesta al Comune di Casaloldo. Il sindaco Sergio Frizzi e l’assessore alla Cultura Emma Raschi hanno prontamente sposato il progetto che si è finalizzato con l’intervento della ditta Pavesi di Castel Goffredo e la generosa e gratuita collaborazione tecnica di Mirco Madella e Benedetto Delmiglio. I Combattenti e Reduci hanno finanziato l’intera opera. Nello stesso giorno si è inaugurata anche la lapide al compianto Reduce di Guerra Felice Morbini. Il Comune di Casaloldo ha mantenuto la sua promessa di riconoscenza nei confronti di Felice Morbini, l’indimenticato benefattore casaloldese, scomparso nel 1974, che devolvette i suoi risparmi in favore di “tutti i cittadini di Casaloldo, nessuno escluso, compresi i bambini”, come recita il suo testamento olografo. Tutti i 2000 cittadini residenti a Casaloldo al momento della sua morte ricevettero pertanto alcuni anni dopo un assegno di 65.000 lire, all’epoca una cifra non indifferente. Nell’assenza di parenti diretti che richiedessero il prolungamento dell’affitto del suo loculo, la salma di Morbini era stata estumulata nel 2016, una volta trascorsi i 40 anni di concessione cimiteriale. Felice, originariamente sepolto a Roma – città in cui aveva vissuto e lavorato per buona parte della sua vita - era infatti stato tumulato nel cimitero di Casaloldo solo sul finire del 1975, su interessamento del suo caro amico Pietro Zaltieri, al tempo Sindaco di Casaloldo, il quale fu poi il curatore testamentario, seguendo di persona tutte le pratiche per l’equa divisione dell’eredità. Morbini era già stato omaggiato dalle precedenti amministrazioni Comunali guidate da Patrizia Leorati con l’intitolazione di una via e pure della Sala Civica consiliare. L’attuale Consiglio Comunale di Casaloldo, all’unanimità, ha accolto nel 2016 la proposta avanzata dall’Associazione Combattenti e Reduci di riservare una tomba alle spoglie mortali del benefattore. Il Comune si è dunque fatto carico di tutti gli oneri e su suggerimento del Vicesindaco Matteo Bastoni, si è convenuto di posizionare il loculo nella parte più antica del cimitero, sul lato sinistro del vialetto centrale che conduce all’architrave sormontata dalla lapide che ricorda i Caduti della Grande Guerra, recentemente riportata al suo originario aspetto grazie al contributo dei soci simpatizzanti dell’Associazione Combattenti e Reduci: Morbini, infatti, era un reduce di quel conflitto. Trascorso il tempo necessario per l’assestamento della terra nella fossa, è giunto in questa primavera il momento di posizionare la lapide marmorea. Sulla stessa, sono state apposte sia la foto di Morbini che quella della mamma, signora Carmelina Bardini. Infatti, pure le spoglie mortali della donna riposano assieme a quelle del figlio. Ma c’è di più: mentre Felice viene omaggiato con la scritta: “Con riconoscenza i Casaloldesi ricordano”, sotto la foto della mamma è stato riprodotto un biglietto scritto di pugno dallo stesso Morbini che recita: “Ciao mamma cara, un bacione”. Il biglietto fu ritrovato al momento dell’estumulazione della signora Carmelina: era posto all’interno di una bottiglia di vetro che lo stesso Morbini aveva collocato nella tomba materna nel giorno del suo funerale. La stele marmorea è un doveroso ringraziamento e un ricordo che impreziosisce il cimitero di Casaloldo, che ha ricevuto negli ultimi anni una notevole e decorosa opera di risanamento, di ristrutturazione e di abbellimento. Sia per l’erezione della lapide a Felice Morbini che per l’intera opera di ristrutturazione del cimitero si è fattivamente impegnato con profitto in questi anni il Vicesindaco, nonché Assessore ai lavori pubblici, Matteo Bastoni. Un doveroso ringraziamento al signor Graziano Compagnoni per la sua generosa partecipazione. Il 25 aprile, il corteo delle autorità, dei rappresentanti delle associazioni di volontariato e dei parenti dei Caduti di tutte le guerre si è ritrovato quindi proprio sotto la lapide restaurata dei Caduti e presso la lapide del Reduce Felice Morbini. Ci si è soffermati poi presso ogni tomba dei numerosi caduti sepolti o ricordati al cimitero, e pure delle donne morte durante quel periodo, a causa della guerra. Il corteo ha proceduto poi a piedi in direzione della Chiesa parrocchiale dove è stata celebrata la Santa Messa per i Caduti. Poi, la banda cittadina di Castel Goffredo ha accompagnato il corteo fino al monumento dei caduti per il discorso del Sindaco e l’alzabandiera. Il presidente dei Combattenti e reduci ha poi distribuito ai bambini presenti le foto dei caduti della Seconda Guerra Mondiale, che sono state alzate verso il cielo mentre i loro nomi venivano chiamati e il folto pubblico ripeteva “Presente!”. L'Assessore Emma Raschi ha ricordato il valore delle donne e le vittime femminili del conflitto, che ci sono state pure a Casaloldo: il piccolo comune Mantovano è stato il primo in Italia a ricordare con una stele il sacrificio delle donne in guerra, che alle armi sostituirono lacrime e sudore. Infine, il corteo è ritornato in piazza Matteotti, nell’ex Municipio, dove si è reso omaggio alla prima lapide ai Caduti, dove si sono salutati i tre reduci di Guerra ancora viventi e dove si è consumato in armonia il rancio del combattente.