FEDERAZIONE DI LIVORNO: Saïda campo di concentramento dei nostri ufficiali

L’A.N.C.R. di Livorno, in sinergia con la Federazione e la Sezione, nella giornata della Festa Labronica del Combattente, presenta la pubblicazione di un raro scritto del Generale di Divisione Conte Fernando Gelich, firmato di suo pugno, in cui sono elencati dettagliatamente 1.380 prigionieri di guerra italiani reclusi nel Campo di Concentramento di Saïda n. 6, situato nel comprensorio di Orano, nell’Algeria nord-orientale (tra cui 12 militari italiani morti durante la prigionia). La pubblicazione è stata possibile grazie al Dott. Gian Mario Giordano, figlio del Tenente Benedetto Giordano, che ha combattuto anche nella battaglia di El Alamein, anch’egli fatto prigioniero e deportato nel Campo di Concentramento di Saïda n. 6, il quale ha messo a disposizione il testo originale. È simbolica la scelta della presentazione del libro in questa giornata, poiché scopo dell’Associazione è quello di ricordare i sacrifici e gli eroismi dei combattenti, custodendone la memoria storica e preservandola intatta per le nuove generazioni. Il libro contiene l’elenco dettagliato dei 1.380 prigionieri di guerra italiani detenuti nel Campo di Saïda n. 6, inclusi i nominativi di n. 6 militari che non compaiono in nessuno dei testi ufficiali, che imputano al Campo di Saïda la detenzione di 1.374 prigionieri italiani. È cosa molto rara il ritrovamento di elenchi così completi, che riportano il NOME, il COGNOME, l’ARMA di appartenenza, l’INDIRIZZO di casa e il CENTRO DI MOBILITAZIONE ITALIANO, dei prigionieri di guerra transitati da un Campo di Concentramento. Da rilevare nel testo l’accortezza militare dimostrata nella compilazione del “brogliaccio originale”, in quanto gli indirizzi forniti all’epoca della prima stesura servivano a raggiungere genitori, sorelle, fratelli e familiari con l’obiettivo di far arrivare ai propri cari comunicazioni certe da parte del Comando Prigionieri, su eventuali decessi o malattie contratte dai militari all’interno del Campo di Concentramento. Molti ufficiali italiani, prigionieri di guerra degli angloamericani, durante la guerra furono ceduti alla giurisdizione francese e deportati in Algeria. Il maggior numero di Alti Ufficiali e Ufficiali, con un piccolo numero di Sottufficiali e militari di truppa furono concentrati nel Campo di Saïda n. 6, gestito dalla Legione Straniera con personale Algerino. Per raggiungere il Campo di Concentramento, i prigionieri dovettero percorrere tappe forzate, a piedi, sorvegliati a vista dai militari francesi armati. Tra i 1380 uomini si ricordano: 1 Generale d’Armata, Conte Fernando Gelich, Comandante della I Divisione di Fanteria “Superga”; 1 Generale di Brigata, Arturo Benigni; 6 Colonnelli, tra cui il Col. Gabriele Barone; 24 Tenenti Colonnelli; 39 Maggiori; 181 Capitani; 351 Tenenti, fra cui il Ten. Salvatore Scanzo ed il Ten. Benedetto Giordano; 541 Sottotenenti 224 Sottufficiali e Militari di Truppa I militari italiani rimasero nel Campo di Concentramento dal mese di maggio del 1943 al mese di aprile del 1946 per un totale di 1.090 giorni della loro vita. Dei 1.380 prigionieri a Saïda, catturati in Tunisia o provenienti in massima parte dal Campo di Raccolta di Pont du Fahs, 36 erano partiti dai Compartimenti di Livorno e fra questi, 3 erano livornesi (uno di adozione) e 2 della provincia. Colonnello Barone Gabriele (in seguito Generale) Tenente Scanzo Salvatore Capitano Fittoni Lamberto Non senza difficoltà, siamo riusciti a risalire ai familiari di due dei tre militari vissuti e deceduti a Livorno. A tutti gli intervenuti è stato consegnata una copia del Libro presentato per i propri archivi. Ai figli ed ai nipoti è stato inoltre consegnato il “Fazzoletto” dell’A.N.C.R.