FEDERAZIONE DI CASERTA, SEZIONE DI CAIAZZO: FESTEGGIAMENTI E TESTIMONIANZA

NICOLA IACUESSA
Si sono svolti  nel pomeriggio di mercoledì 19 aprile 2017, a partire dalle ore 16:00, presso il ristorante “Le Volte di Annibale e Bacco”, i festeggiamenti per il 93° compleanno del Combattente Nicola Iacuessa.
Erano presenti: Il Sindaco di Caiazzo Dr. Tommaso Sgueglia, il Presidente della Federazione ANCR di Caserta Prof. Salvatore Megna ed il Segretario Salvatore Serino, il delegato di Squille Cav. Tommasino Cerreto, il Presidente della Sezione di Caiazzo Enrico D’Agostino e tanti Reduci e Soci tutti.
Dopo aver omaggiato il Reduce Nicola Iaguessa lo stesso ha offerto una cena a tutti gli amici della Sezione di Caiazzo e gli intervenuti alla Cerimonia.
Di seguito la Testimonianza del Reduce Nicola Iacuessa.
Nicola Iacuessa, nato a Caiazzo (CE) il 19 aprile 1924.
Il 23 maggio del 1941 mi mandarono a Roma presso l’8° Reggimento Genio di Pietralata,  il mio compito era fare la guardia presso l’Altare della Patria a Roma.
Dopo l’8 settembre del 1943, in seguito a sbandamento, io ed un Tenente di Benevento tornammo a piedi da Roma a Caiazzo. Il viaggio durò cinque giorni facendo stradette di montagna per non incontrare i tedeschi.
Arrivato a Caiazzo andai a casa mia ed era tutto abbandonato, non avevo notizie e con grande amarezza, pensai alla grave perdita. Dopo fui informato dai vicini che i miei genitori avevano abbandonata la casa per rifugiarsi su qualche collina più sicura.
Durante il mio soggiorno a Caiazzo usci una circolare che diceva: I militari che, dopo lo sbandamento dell’8 settembre 1943, si sono allontanati dalla Caserma devono subito recarsi presso un vicino distretto per dichiarare la loro posizione.
Così mi recai alla Caserma Mario Fiore di S. Maria C.V. per dichiarare la mia posizione;  Successivamente mi ammalai ed ebbi un mese di convalescenza.
Dopo la convalescenza, siccome l’ospedale non comunicò all’allora distretto di Benevento, da cui dipendeva Caiazzo all’epoca, mi dichiararono disertore e mi condannarono a sette mesi e tre giorni di carcere. Per fortuna riuscii a certificare, facendo causa, che ero presso l’ospedale in convalescenza in quel periodo e così me la cavai senza macchiarmi la condotta.