Fanteria - 33° e 34° reggimento, brigata Livorno

Scheda

La Brigata riunisce i battaglioni del 33°, di stanza a Cuneo, e del 34° Fanteria, di stanza a Fossano (CN).

Anno 1915
La Brigata, nel quadro più generale del “primo sbalzo offensivo”, è dislocata nel maggio, alle dipendenze della 4a divisione, tra San Martino di Quisca (oggi San Martino, sl. Šmartno v Brdih) e San Floriano del Collio: da qui il 26 maggio reparti del 34° conducono un primo attacco verso il Monte Sabotino (la cui conquista è fondamentale, per farne una testa di ponte verso la città di Gorizia). Tra il giugno e l'agosto la “Livorno”, sempre impegnata nella zona compresa tra Plava (sl. Plave) e la Valle del torrente Peumica, prende parte alle prime due battaglie dell'Isonzo, durante le quali conduce vane sortite contro il Sabotino e nel settore di Oslavia. Allo stesso modo, durante la III battaglia, combattuta nell'ottobre, alcuni reparti del 33° e del 34° supportano gli uomini della “Pavia” nella presa del «Dentino» del Sabotino, che però per via del contrattacco avversario viene subito abbandonato.
Allo scoppio della IV battaglia dell'Isonzo, i due reggimenti sono nuovamente impegnati tra i settori del Sabotino, il 34°, e di Oslavia, il 33°: il primo conduce un attacco che non sortisce alcun risultato, se non quello di sviare truppe nemiche da altre zone del fronte; il secondo invece, con il concorso del 127° reggimento, riesce a prendere quota 188 catturandovi un centinaio di soldati austriaci.
Nel successivo mese di dicembre gli uomini della Brigata si alternano tra la prima linea di Oslavia e la zona di riordino di Orsaria, sotto Premariacco.

Anno 1916
Per tutto il gennaio la “Livorno” è impegnata in lavori di apprestamento difensivo delle trincee del Sabotino. Sostituita quindi dalla Brigata “Lombardia”, a metà febbraio comincia il suo trasferimento nel settore delle Prealpi Giudicarie, dove passa sotto il comando della 6a divisione. Tra marzo e novembre gli uomini sono impegnati sul fronte dell'Alto Chiese, un fiume che scorre nella Val di Daone (Trentino), finché non vengono nuovamente dislocati sul fronte carsico.
Giunti a Palmanova il 17 novembre, gli uomini entrano in linea tra Dosso Fajti (sl. Fajti hrib, nei pressi Castagnevizza del Carso / Kostanjevica na Krasu) e Monte Pecinka, per difendere le posizioni conquistate dall'esercito italiano nel corso della IX battaglia dell'Isonzo: qui la Brigata vi rimane sino alla fine dell'anno.

Anno 1917
La “Livorno” resta nel settore del Fajti fino al marzo; dopo un periodo di riposo speso nei pressi di Udine, è quindi inviata nuovamente a San Floriano del Collio: alle viste vi è la X battaglia dell'Isonzo. La Brigata entra in azione il 23 maggio, quando alcuni suoi reparti sono chiamati ad agire contro le posizioni del Monte Santo (sl. Sveta Gora, sopra l'odierna Nova Gorica), azione che però non porta ad alcun risultato.
Inviati di riposo a San Giovanni di Manzano (l'attuale San Giovanni al Natisone), gli uomini sono di nuovo in linea nella zona di Plava, poiché è imminente la nostra offensiva contro l'Altipiano della Bainsizza. I due reggimenti si alternano nell'azione che, a partire dal 20 agosto, vede la conquista delle quote 747, 652 ed 800, nonché degli abitati di Ravna (it. Ràuna) e Sveto. Tra il 24 ed il 27 agosto, invece, l'obbiettivo dei reggimenti è l'occupazione del Vallone di Chiapovano (sl. Čepovan): qui sono colti risultati favorevoli con la presa di quota 878.
Mandata a riposo dapprima a Dragovica e quindi a Dolegna del Collio, per tentare di arginare l'offensiva lanciata dagli austro-tedeschi il 24 ottobre la Brigata è richiamata all'azione sul fronte del Monte Korada, presso Vercoglia di Quisca (sl. Vrhovlje pri Kojskem), ma data la pressione esercitata dal nemico gli uomini sono costretti a ripiegare. Oltrepassato il Tagliamento all'altezza di Madrisio il 31 ottobre, il 6 novembre la Brigata giunge a Volpago del Montello, nel Trevigiano, dove viene disciolta.
Il 22 novembre la “Livorno” è ricostituita a Badia Polesine, nel Rodigino: assegnata alla 10a divisione, viene inviata nel settore dell'Altipiano dei Sette Comuni, dove il 13 dicembre entra in linea sulle posizioni del Monte Valbella. Impegnata nella cosiddetta “battaglia di arresto”, la truppa respinge i continui attacchi nemici portati contro il Monte Grappa e l'Altipiano di Asiago, in particolare una poderosa sortita austriaca lanciata contro la difesa delle Portecche ed il ridotto del Valbella. Quest'attacco e la successiva controffensiva, seppur coronata da successo, costano alla Brigata la perdita di oltre 1100 uomini; inviata di riposo presso Thiene, nel Vicentino, trascorre qui quel che rimane dell'anno.

Anno 1918
Rientrata in linea all'inizio di marzo, la “Livorno” resta nel settore del Col d'Ecchele fino alla metà di aprile, quando gli uomini sono tradotti nella Valle del Brenta (agli ordini della 2a divisione) per presidiare gli sbarramenti di prima e seconda linea.
In occasione dell'ultima offensiva austro-tedesca, i reggimenti si trovano a fronteggiare il nemico all'altezza della Grottella (a fondovalle), delle Rocce Anzini (sul costone occidentale del Massiccio del Grappa) e di Col Moschin: quest'ultimo cade nelle mani dell'avversario, ma già il 24 giugno è riconquistato dal IX reparto d'assalto assistito da elementi del 34°.
Alla fine di settembre la Brigata si raccoglie a Bassano, dove rimane per riposarsi, quindi da qui comincia il suo trasferimento nel settore di Montebelluna, a nord-ovest di Treviso. Il 29 ottobre le operazioni della nostra ultima offensiva, la battaglia di Vittorio Veneto, portano allo sfondamento del fronte austriaco: passato il Piave a Crocetta del Montello, gli uomini giungono dapprima a Col San Martino e quindi a Follina, dove si arrestano per via della fine delle ostilità.

Andrea Spicciarelli

FONTE: Brigate di fanteria: riassunti storici dei corpi e comandi nella guerra 1915-1918, Vol. II, Roma, Libreria dello Stato 1925, pp. 165-170