CURIOSITA': DOTAZIONI DEI SOLDATI

Vanghette e tirapugni nella Grande Guerra

Vi voglio presentare altri due oggetti della mia personale collezione e cioè: la vanghetta (italiana) ed il  pugno di ferro, più conosciuto come tirapugni. Due oggetti che nel corso della prima Guerra Mondiale facevano parte della dotazione del soldato di entrambi gli schieramenti contrapposti.

La vanghetta.

La vanghetta al pari della trincea, del reticolato e della mitragliatrice, è l’oggetto caratterizzante la Grande Guerra. Ogni soldato italiano ed austriaco ne aveva in dotazione una.

La vanghetta italiana.

Agli italiani, che di solito la portavano sul lato sinistro dello zaino o in una borsetta di cuoio grigio verde che serviva anche per portare la baionetta, poteva essere dato in alternativa un piccozzino.La vanghetta o badiletto,diventò ben presto uno strumento indispensabile e non solo per scavare. Su tutto il fronte italo – austriaco, sia da una parte, sia dall’altra, non si svolse solo la guerra guerreggiata, ma anche un immenso lavorio di vanghette, picconi e trivelle per scavare, spesso nella roccia, chilometri di trincee,rafforzarle, consolidarle. Si scavò praticamente per tutta la durata della guerra, per avvicinarsi di notte alle trincee nemiche allo scopo di preparare per i soldati il punto di partenza dell’assalto più vicino possibile alla trincea nemica.

Utilizzo della vanghetta.

Si scavarono camminamenti, gallerie sotto terra fin sotto le postazioni nemiche per creare camere di scoppio dove caricare mine esplosive devastanti. La notte, tra l’alzarsi di razzi luminosi, fasci di riflettori, colpi più o meno isolati di armi leggere e artiglieria, risuonava del ticchettio ininterrotto di migliaia di attrezzi da scavo. La vanghetta era uno strumento indispensabile anche nell’assalto e nella difesa.Conficcata per terra poteva dare un minimo di riparo al viso del soldato. Durante gli attacchi i soldati italiani ed austriaci portavano con sé sacchetti di terra pieni o da riempire, nel caso avessero dovuto costruirsi un primo riparo sotto il fuoco nemico o rinforzare una posizione conquistata. A questo proposito le cifre ci danno un’idea dell’accoppiata vanghetta- sacchetto, nel corso della guerra, solo gli italiani impiegarono oltre 300 milioni di sacchi da terra.

Vanghetta austriaca.

Anche da parte austriaca la vanghetta era protagonista nell’assalto.Se non si conquistava la posizione, i soldati avevano l’ordine di creare una linea di resistenza nel posto in cui si trovavano. Per questo era previsto che agissero in coppia, un soldato scavava e il compagno aveva il compito di proteggerlo sparando verso le linee nemiche. I soldati italiani affilavano i bordi delle loro vanghette e non per scavare meglio. Nell’assalto e nell’eventuale corpo a corpo, più che il fucile con baionetta, poco maneggevole nell’angusto spazio della trincea nemica, in mezzo al groviglio caotico di uomini, materiali di ogni genere e Caduti, gli italiani preferivano come arma bianca la vanghetta.Infine tutti usarono la vanghetta per scavare centinaia di migliaia di fosse, il definitivo ricovero di tanti compagni.

Il pugno di ferro chiamato anche tirapugni o noccoliera.

Questo oggetto non fu un’arma d’ ordinanza, benché gli austriaci ne distribuissero notevoli quantità soprattutto alle loro truppe d’assalto e fosse assai diffusa anche tra le truppe americane .Fu in notevole misura acquistata privatamente dai soldati di un po’ tutti gli eserciti.Si trattava di un pezzo di metallo in ferro o ghisa con quattro fori per le dita e quattro o più punte. Pesava intorno ai due /tre etti e la pubblicità dei giornali dell’epoca dà un’idea della sua diffusione anche tra i civili .Molte furono le Ditte artigianali  che produssero questo tipo di arma.

Con questo articolo, frutto di varie ricerche storiche, ho voluto rappresentare alcuni dei tanti accessori che i soldati dovevano avere al seguito, combattere, scavare e cercare di sopravvivere in mezzo a tantissime sofferenze e difficoltà di ogni genere.

Giorgio Castagna