Crescere in tempo di guerra. Il lavoro e la prostesta dei ragazzi in Italia 1915-1918

Durante la Grande Guerra la chiamata alle armi di quasi 6 milioni di uomini turbò profondamente le convivenze familiari, mutò le relazioni tra uomini e donne, tra genitori e figli. Della rottura dei legami, risentirono soprattutto gli adolescenti. La guerra irruppe nelle loro vite in un'età in cui il futuro è ancora da costruire, imponendo nuovi ruoli, acuendo incertezze ed inquietudini. Le crescenti difficoltà economiche imposero un precoce inserimento in un mercato del lavoro fortemente condizionato dalle necessità belliche. Le nuove opportunità di lavoro alimentarono speranze di indipendenza. Tuttavia le esperienze di autonomia furono vissute nel clima di coercizione e di repressione che pesava su tutta la popolazione civile, nell'inquietudine di una imminente chiamata alle armi e ciò favorì uno stato d'animo in cui orgoglio e desiderio di far sentire la propria voce si alternavano e si intrecciavano a sentimenti di umiliazione e rabbia. Il volume ricostruisce i mutamenti nelle condizioni di vita e di lavoro dei giovani delle classi popolari, il loro disagio e la loro protesta in un momento di crisi profonda della società.