Notiziario: COSTANTINO BORSINI E VINCENZO CIARAVOLO

COSTANTINO BORSINI E VINCENZO CIARAVOLO

Alle ore 06,35 di ottanta anni fa, il cacciatorpediniere Nullo attaccato dall’incrociatore inglese Leander, dal caccia Kimberlay e da altre due unita’, si inabissava con a bordo il suo Comandante, Capitano di Corvetta Costantino Borsini che non volle abbandonare la nave insieme al suo attendente, Vincenzo Ciaravolo che dopo aver obbedito all’ordine di abbandonare la nave impartito dal suo Comandante, si gettò a mare dalla scialuppa e torno’ a bordo a nuoto per condividere la sorte del suo superiore gerarchico.
Ai due eroici marinai vennero assegnate le Medaglie d’Oro al Valor Militare con le seguenti motivazioni:
Capitano di Corvetta M.M. Borsini Costantino Al comando del cacciatorpediniere Nullo:
“Comandante di cacciatorpediniere, durante l’attacco ad un grosso convoglio giunto a contatto con siluranti e incrociatori nemici, impegnava audacemente aspro combattimento, animando i dipendenti con l’esempio del proprio valore. Colpita la sua nave da numerosi colpi che ne menomavano irreparabilmente l’efficienza, persisteva nell’impari lotta con efficaci risultati, dando prova di fermezza, di grande serenità d’animo e di sommo sprezzo del pericolo. Dopo aver provveduto alla salvezza dell’equipaggio, rifiutava recisamente di abbandonare la sua nave e, impavido e fiero sul ponte di comando, volto verso il nemico, affondava con essa, incontrando sublime e gloriosa morte. —Mar Rosso (presso isola Harmil), 21 ottobre 1940.”
Marinaio M.M. Ciaravolo Vincenzo ,Imbarcato sul cacciatorpediniere Nullo:
“Imbarcato su silurante impegnata in aspro combattimento contro incrociatori e cacciatorpediniere nemici, con calma serena rimaneva durante tutta l’azione al fianco del suo comandante di cui era attendente. Ricevuto l’ordine di abbandonare la nave che affondava per i gravi danni riportati durante il combattimento, si gettava in mare: ma accortosi che il comandante rimaneva al suo posto, spontaneamente risaliva a bordo in un generoso slancio di fedeltà e di altruismo, ben conscio del mortale pericolo al quale si esponeva. Nella sublime decisione di seguire la sorte del suo comandante affrontava con lui la morte gloriosa degli eroi. — Mar Rosso (presso l’isola di Harmil), 21 ottobre 1940.”
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