COMBATTENTI

STRONA GIOVANNI
STRONA GIOVANNI, nato a Villadeati (AL) il 20.07.1895, di Luigi, effettivo al 3° Reggimento Alpini, Battaglione Susa, prese parte alle principali battaglie: nella valle dell’Isonzo, in Carnia, sul monte Adamello e sul monte Grappa.
Particolarmente nota fu l'azione militare che portò alla conquista del Monte Nero (Il Monte Nero è una montagna delle Alpi Giulie alta 2.245 m, già in territorio italiano dal 1920 al 1947. Sorge in Slovenia, nel comune di Caporetto, a pochi chilometri dal confine con il Friuli-Venezia Giulia) avvenuta il 16 giugno 1915, celebrata anche da un noto canto di guerra.
“Spunta l'alba del sedici giugno comincia il fuoco d'artiglieria il Terzo Alpini è sulla via
il Monte Nero a conquistar”. (Monte Nero, canto degli Alpini)
“Da monte Nero a monte Cappuccio fino all'altura di Doberdò, un reggimento più volte distrutto: alfine indietro nessuno tornò”. (Fuoco e mitragliatrici, Canto di protesta risalente al primo conflitto mondiale)
Il 3º Reggimento Alpini composto dai battaglioni Susa (STRONA Giovanni, era nel Susa) Pinerolo, Exilles e Fenestrelle, al comando dell'allora colonnello Donato Etna con un'azione notturna occupò la vetta del monte costringendo alla resa il presidio nemico e resistendo ai successivi contrattacchi austriaci.
Particolare menzione merita la conquista di questo Monte Nero avvenuta nel 1915, per la quale venne tributata al Reggimento la Medaglia d'Argento al Valor Militare. La ricorrenza di questa battaglia, che è la più grande impresa degli alpini della 1ª Guerra Mondiale, viene celebrata ogni anno il 16 giugno nella Festa di Reggimento.
STRONA Giovanni, morì il 22.10.1915 nell’ 8°sezione sanita (Cosi viene riportato nell’elenco dei caduti della Grande Guerra), per ferite riportate in combattimento.
In suo onore la madre riceve la Medaglia al Valor Militare e il distintivo d'onore per le madri dei caduti in guerra è una distinzione onorifica di guerra istituita dal Regno d'Italia con Regio decreto n. 800 del 1919, come attestazione della gratitudine della patria alle madri italiane che avevano perso uno o più figli durante la prima guerra mondiale.
La medaglia è stata disegnata da G. Prini, ha un diametro di 32 mm. e reca:
Sul diritto: in basso una figura di soldato caduto, ignudo, che riceve una corona d'alloro da una figura femminile in volo (la Gloria) in atto di baciarlo, ai suoi piedi una seconda figura femminile (la madre) in atteggiamento dolente.
Sul rovescio: un verso di Gabriele d'Annunzio: «IL FIGLIO/CHE TI NACQUE/DAL DOLORE/TI RINASCE "O BEATA"/NELLA GLORIA/E IL VIVO EROE/"PIENA DI GRAZIA"/È TECO» su otto righe, tra rametti d'alloro.