Centinaia di armi e ordigni bellici nascosti in due casolari a Montefiore

di Lamberto Abbati

Novantaquattrro fucili mitragliatori da guerra, 29 baionette, 14 bombe da mortaio, 60 bombe N-36 di fabbricazione inglese, 5 fucili da guerra, 2 pistole lanciarazzi. Ma anche 5 chili di tritolo, 6 di esplosivo e due di polvere da lancio, oltre a centinaia di proiettili e caricatori. Un vero e proprio arsenale, per lo più risalente alla seconda guerra mondiale, custodito in due casolari a Montefiore.

Il video delle armi sequestrate

I Carabinieri della Compagnia di Riccione, a conclusione di un’articolata indagine coordinata dal sostituto procuratore Marino Cerioni, hanno arrestato un operaio di 51 anni ed un muratore di 57, entrambi residenti a Montefiore Conca, per detenzione abusiva di armi da guerra. Da tempo in paese si era sparsa la voce che in due casolari di campagna fosse custodito un armamento da paura. Così i carabinieri della Stazione di Montefiore hanno iniziato a investigare e sono risaliti ai due uomini. L’operaio (difeso dall’avvocato Diego Militerni) e il muratore (assistito dagli avvocati Barbara Barbieri e Francesco Vasini), che sembrano non avere particolari rapporti di amicizia, nascondevano ognuno nella propria cascina armi e ordigni bellici di ogni tipo, almeno un centinaio di pezzi a testa. Come se li siano procurati, ancora non si sa. I militari dell’Arma ritengono che i due, che non hanno nemmeno il porto d’armi, possano averli trovati nel corso degli anni nascosti nei terreni e nei boschi della Valconca, teatro nel 1944 dei combattimenti tra le truppe alleate e i nazisti. Non a caso l’operazione è stata ribattezzata Linea Gotica.

L’altro punto interrogativo riguarda il motivo per cui i due 50enni detenessero tutte quelle armi. Difficile pensare che le collezionassero, più facile ipotizzare che lo scopo fosse quello di rivenderle a dei veri e propri appassionati di armi storiche. Di sicuro erano conservate in perfetto stato,  molte addirittura oliate e funzionanti. Tutto il materiale, del valore complessivo di centinaia di migliaia di euro, è stato sequestrato dai carabinieri, che provvederanno a classificarlo. Dopodiché è probabile che venga destinato in vari musei, altrimenti si procederebbe alla sua distruzione. All’operazione ha partecipato anche il personale degli artificieri dell’Arma di Bologna, in quanto una decina di proiettili di artiglieria erano stati sotterrati nei ghiaini davanti alle abitazioni dei 50enni.

Entrambi gli arrestati, trasferiti nel carcere riminese dei Casetti, si sono trincerati dietro un muro di silenzio. L’udienza di convalida degli arresti è stata fissata giovedì mattina.