CATANZARO: CERIMONIA SOLENNE PER LA CONSEGNA DELLA MEDAGLIA D'ONORE A CARLO CAROTENUTO, NONNO DI GIUSEPPE CHIRICO

Ogni anno in occasione del 2 giugno viene festeggiato l’anniversario della nascita della Repubblica Italiana. Solo 71 anni fa, infatti, grazie al referendum indetto da Alcide De Gasperi, gli italiani facevano la loro scelta più importante: la repubblica, contro la monarchia dei Savoia. Era da solo un anno finita la Seconda Guerra Mondiale, guerra totale e distruttiva che aveva colpito con i suoi orrori non solo l’esercito, ma anche gli stessi civili, le infrastrutture, gli edifici, con una potenza mai vista. Erano stati anni difficili per l’Italia e per l’Europa, devastata dalla dittatura di Hitler. Durante gli anni del nazismo, infatti, Hitler aveva creato dei campi di concentramento, all’interno dei quali erano rinchiusi non solo ebrei, ma anche zingari, omosessuali e prigionieri politici, cioè coloro i quali si opponessero al regime nazista. Inizialmente nati come campi di rieducazione, i lager vennero poi utilizzati dal regime per sterminare i detenuti più deboli, mentre i più forti erano destinati al lavoro forzato. Solo al termine della Resistenza, la lotta dei partigiani contro il nemico Tedesco, l’Italia è riuscita a liberarsi dalla dominazione tedesca. Bisognava, dunque, decidere la nuova forma di governo per la nostra penisola: fu proprio il 2 giugno 1946 che l’Italia scelse la repubblica.

Ogni anno, pertanto, si è soliti celebrare questa occasione con importanti feste a livello nazionale e quest’anno, la Prefettura di Catanzaro, insieme al Comando Legione Carabinieri Calabria, ha organizzato una celebrazione anche nella nostra Provincia. La cerimonia si è tenuta il 2 giugno, nel piazzale “El Alamein” alle ore 10.30, all’interno della caserma Pepe Bettoja di Catanzaro. La celebrazione è avvenuts in presenza del Prefetto di Catanzaro Luisa Latella, che ha assistito all’alzabandiera solenne, alla deposizione della corona sul Monumento ai Caduti, seguita poi dalla lettura del messaggio del Presidente della Repubblica, la lettura della preghiera per la Patria ed, infine, ha avuto luogo luogo la consegna delle onorificenze dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana ad undici nuovi insigniti della provincia e di una Medaglia d’Onore che il Presidente della Repubblica conferisce ai cittadini italiani deportati nei lager nazisti, oppure ai loro familiari. 

Fra le tante medaglie, spicca la Medaglia d’onore a Carlo Carotenuto, ormai defunto soldato del 2° battaglione lanciafiamme, impegnato sul Fronte Russo e divenuto prigioniero dei Tedeschi nel 1943 dopo la firma dell’armistizio italiano. A ritirare la medaglia è stato, perciò, suo nipote, nonché nostro concittadino, Giuseppe Chirico. Giuseppe è un grande appassionato di oggetti, armi e foto appartenenti al passato; egli detiene, tra l’altro, un’ampia collezione di cimeli risalenti agli anni della Seconda Guerra Mondiale che ha recentemente esposto durante la presentazione del progetto “A Sud della Guerra” a Catanzaro lo scorso 23 maggio. Dopo essere stato invitato alla commemorazione del 2 giugno  dal Prefetto di Catanzaro, Giuseppe ha pubblicato sulla sua pagina Facebook un ricordo del caro nonno: “Caro Nonno, lo so che in tutti questi anni sei sempre stato vicino a me, mi hai sempre aiutato, anche nei momenti più bui. Da piccolo mi raccontavi le tue storie di guerra, mi mostravi il tuo quadro, io non capivo, non comprendevo, ora invece si, ma purtroppo tu non ci sei più. Questo è un piccolo omaggio a te, che hai combattuto per questa Italia, bella o brutta che sia. - aggiunge poi - Lo ritirerò io, ma so che quel giorno sarai vicino a me come sempre e cammineremo insieme, come quando mi portavi a scuola, così io non sbaglierò. Vorrei dirti tante cose ma non ci riesco, sto scrivendo e piangendo, Ti voglio bene e mi manchi.”. Nella sua pagina, Giuseppe ricorda anche il bisnonno Domenico e suo fratello Carlo, protagonisti dell’impresa guidata dal poeta Gabriele D’Annunzio. 

Non possiamo che sentirci orgogliosi di avere tanti eroi, probabilmente a molti sconosciuti, tra i nostri compaesani. Speriamo che il loro coraggio e la loro dedizione per la nostra Patria non vengano dimenticati dalle generazioni future.

Nicole Gentile