CANI MILITARI

Dopo il 1918, visti i buoni risultati già raggiunti, in molte nazioni, si potenziarono i programmi di addestramento per cani militari. In Germania si perfezionò quanto già fatto. Per la selezione iniziale dei cani ci si affidò agli Eignungsprüfung I-II-III. Questi test prevedevano:
all'età di tre mesiil superamento di una scala, un camminamento, un fossato d'acqua, un campo disseminato di buche provocate da granate, una passarella sopra una trincea, una piccola siepe di 35 cm. Il test veniva affrontato senza alcuna preparazione preliminare, il cucciolo doveva seguire il conduttore senza guinzaglio;all'età di cinque mesila ripetizione del primo test e l'''evasione'', nel minor tempo possibile, da un recinto con molte false uscite;all'età di sei mesil'attraversamento di un ipotetico campo di battaglia, simulato disponendo su un terreno accidentato piccole cariche esplosive, cortine di fumo e piccoli fuochi che si accendevano improvvisamente.Secondo i dati riferiti in una relazione del capitano Dressler, alla vigilia dell'ultima guerra mondiale, l'esercito vagliò sedicimila cani fra Aierdale, Alani, Boxer, Dobermann, Hovawart, Riesenschnauzer, Pastori tedeschi, Rottweiler, San Bernardo, vari cani da caccia e meticci. I Dobermann erano 196 e di questi 64 superarono la selezione iniziale (32%). Il risultato fu notevole se si tiene conto che la media di successo era del 18.8%.
Anche nel vero e proprio addestramento si ebbero risultati positivi: è noto un documento in cui si legge che dal 1933 al 1938, su 71 Dobermann allevati in un centro di addestramento, 48 raggiunsero l'operatività, 13 morirono per malattie od incidenti, 2 nacquero morti ed 8 vennero ritenuti caratterialmente inadatti.
Anche durante la Seconda Guerra mondiale i Tedeschi fecero uso dei Dobermann. Il loro utilizzo fu però limitato, almeno rispetto ad altre razze (in primo luogo il Pastore tedesco).
Furono gli Americani, quasi per caso, a ricorrere massicciamente al Dobermann. Negli Stati Uniti si decise di ricorrere a donazioni da parte di privati e migliaia di Americani donarono i loro cani per favorire lo sforzo bellico. La DPCA (Doberman Pinscher Club Association) donò centinaia di Dobermann a questo scopo.
A Camp Lejuene (North Carolina) aveva sede la War Dog Training School (gestita dal USMC). Qui arrivarono molti dei cani donati e qui iniziava un rigoroso corso di obbedienza di base (della durata di 6 settimane). Dopo questo addestramento i cani dimostratisi validi erano suddivisi in sottogruppi per addestramenti specifici: scout, messenger o infantry. Gli scout erano utilizzati per ricognizioni in cui dovevano individuare mine o truppe nemiche; i messenger trasportavano corrispondenza o rifornimenti; gli infantry venivano addestrati come sentinelle.
Gli scout e gli infantry ricevevano anche un addestramento per l'attacco ma non vennero quasi mai utilizzati per questo fine perché risultarono troppo utili nella loro attività principale per rischiare di perderli durante un combattimento. Due furono le razze che si dimostrarono più valide: il Dobermann (75% dei cani utilizzati) ed il Pastore tedesco (23%). Fu così che i Marine crearono plotoni composti da soli Dobermann. Il 1st War Dog Platoon fu il primo ad entrare in servizio. Da Lejuene, tramite treno, il plotone raggiunse Camp Pendleton (California) e da qui fu imbarcato per il teatro del Pacifico. Prima di entrare in azione venne perfezionato l'addestramento dei cani effettuando numerose simulazioni di sbarchi. Il Dobermann si dimostrò da subito razza ideale per l'uso nel Pacifico resistendo bene al caldo umido della giungla e non soffrendo di mal di mare durante i numerosi spostamenti. L'unico problema importante fu causato dal fatto che, a causa della continua esposizione ad acqua salata, spesso si formavano tagli nei polpastrelli dei cani che divenivano così facilmente soggetti ad infezioni7; si rese quindi necessario lavare spesso le zampe con acqua dolce o cospargerle con abbondanti quantità di grasso.
L'accoglienza al 1st War Dog Platoon, presto seguito dal 2nd e 3rd, fu tiepida. I veterani dubitavano dell'utilità dei cani ma, a partire dallo sbarco a Bouganville (1/11/1943), tutti cambiarono idea. Già dopo un'ora dalla prima ondata, sbarcarono i Dobermann, sotto un pesante bombardamento da parte di mortai giapponesi. I cani entrarono subito in azione, lavorando, pressocché ininterrottamente, per 11 giorni in cui piovve costantemente. I risultati furono sorprendenti: nessun Marine fu ucciso mentre era di pattuglia con un Dobermann che conduceva l'esplorazione; molte postazioni di cecchini furono individuate dai cani; in tutte le posizioni in cui erano presenti Dobermann non ci furono mai infiltrazioni notturne giapponesi (al contrario di quelle sprovviste di cani). Fu così che i Dobermann guadagnarono il soprannome di ``Devil Dogs''.
Uno dei Dobermann più noti fu Andy (Andreas von Wiede-Hurst, donato da Theodore Wiedemann), maschio nero focato. Fu uno dei primi cani a sbarcare a Bouganville ed entro 2 ore precedeva i 250 Marine della compagnia M impegnati ad assicurarsi il controllo di una mulattiera che, molto probabilmente, i Giapponesi avrebbero utilizzato per far affluire rinforzi. Andy lavorava libero, precedendo la sua compagnia di 25-30m. Per tre volte diede l'allarme (ovviamente senza abbaiare), permettendo di individuare postazioni nascoste e pattuglie nemiche in avanscoperta. In quel giorno la compagnia M avanzò più di qualsiasi altra ed occupò l'unica posizione importante raggiunta dagli Americani.
Molti altri Dobermann si dimostrarono altrettanto utili ed eroici, al punto che oggi, a Guam, è possibile ammirare il Wardog Memorial.
http://www.millenniumdogs.net/doby/Panoramica/node2.html

Sonia Massini