Notiziario: Baracche, camminamenti e trincee. Per sopravvivere al fronte come le talpe

Baracche, camminamenti e trincee. Per sopravvivere al fronte come le talpe

Nella guerra di posizione è importante la cura con cui si preparano le trincee, i camminamenti, le baracche. Carlo Emilio Gadda tra giugno e ottobre 1916 combattè come sottotenente in una sezioni di mitragliatrici, nei pressi di Cesuna e Canove. “ Nel blindare e apprestare a difesa i due postamenti della mia sezione – scrive Gadda – misi davanti i sassi e le fronde e dietro i sacchi di terra essendo questi visibilissimi da lontano. V'è della gente che sta al fronte da 13 mesi e non sa questo “. Ecco poi come si organizzava per la guerra: “ La linea della trincea, fatta con criterio e ben dissimulata, gira la sommità del monte Barco.
Una bella escavazione nella roccia, larga da 80 cm, a 1 metro, con lavori di mina in corso di effettuazione, profonda intorna ai 2 metri: spesso sostegni in muro a secco, qualche piazzola per mitragliatrice... Il camminamento che conduce alle postazioni varia di altezza da 1.60 a 1.80, è scavato nella terra e nel detrito roccioso delle sponde dell'Assa, fatto di ghiaia e lastre silicee, che si sciolgono in creta. La larghezza del camminamento da 60 a 80 cm. Esso è, per così dire, blindato: coperto di tavole, di porte stese su a ponte, e il tutto coperto in un pietrame bianco che lo fa vedere a mille miglia lontano. Sul fondo fango, fino all'altezza del malleolo: le scarpe e i vestiti si inzaccherano orribilmente “.
E ancora: “ Finita la baracca ufficiali, con struttura in legno, pareti in assi, rivestimento esterno di tronchi di pino di 10-15 cm. Il tetto è in lamiere di ferro zincato a ondulazioni: i soffitti delle camere in lastre di eternit. Nella rivestitura esterna di tronchi di pino si sono chiuse le connessioni con terra e muschio. Ho progettato la baracca della truppa con un corridoio centrale e due file di giacigli sovrapposti: le lasciai distanti (la fila superiore dalla sottostante) 1 metro e mezzo circa, per modo che gli uomini che dormono sotto siano ben comodi “. La natura del terreno impose anche l'uso delle macchine: le perforatrici ad aria compressa per le caverne; i frantoi di pietre per la manutenzione stradale e i frantoi a vaglio per avere il ghiaietto di diversa pezzatura; motori a benzina per pompare l'acqua.
Si costruirono strade in gran numero, larghe e agevoli per vincire il ripido margine meridionale dell'Altopiano. A sgomberarle dalla neve lavorarono molti borghesi, altri a spaccare i sassi per farne ghiaietto da massicciata. “ Questi borghesi – nota Gadda hanno un buon soldo, rancio come i soldati, dormono in baracche; la loro vita è però disagiata come quella dei soldati: sono esposti, come noi, al freddo e alle intemperie.
Visi pallidi, stanchi,, infreddoliti; dai 14 ai 70 anni; bambini e vecchi coperti di sacchi a guisa di mantello, nella neve, fra il trambusto dei carri “. (Carlo Emilio Gadda – Giornale di guerra per l'anno 1916.)
Veneto 1915-1918 - La guerra in casa - UNPOPVE - Anno Accademico 2019-20